Legge 40, stoppato un altro «assalto»

di Enrico Negrotti - da L'Avvenire Ordinanza della Corte costituzionale: ricorsi inammissibili La diagnosi preimpianto rimane fuori dalla normativa  L a Consulta ha ritenuto inammissibili le que­stioni di legittimità co­stituzionale di alcune nor­me della legge 40 sulla pro­creazione medicalmente as­sistita, sollevate dal Tribu­nale di Milano nel discutere i ricorsi di due coppie che chiedevano di poter effettua­re la diagnosi preimpianto in quanto portatori di ma­lattie genetiche.
La Corte ha emesso un ordinanza ( n.
97 del 2010) in cui si limita a ri­badire che l’unica « deroga » al divieto di crioconserva­zione è quella stabilita dalla precedente sentenza 151 del 2009, che aveva abrogato il limite della produzione di tre embrioni da trasferire con un unico impianto.
No­nostante dunque alcune as­sociazioni che hanno pro­mosso le cause davanti al Tribunale di Milano abbia­no commentato favorevol­mente l’ordinanza, come se la Consulta avesse stabilito un « diritto alla diagnosi preimpianto » , le norme in vigore ( articolo 13) conti­nuano a prevedere un divie­to della selezione eugeneti­ca degli embrioni.
  La questione sollevata da­vanti alla Consulta dal Tri­bunale di Milano riguarda­va due coppie infertili ( a ri­schio di trasmettere anoma­lie genetiche), che ritenen­do violati gli articoli 2, 3 e 32 della Costituzione, chiede­vano di abolire alcune parti della legge 40, per poter ef­fettuare la diagnosi preim­pianto.
In particolare le cop­pie volevano abolire l’arti­colo 6 comma 3 e gran par­te dell’articolo 14.
Il primo prevede che « la volontà di entrambi i soggetti di acce­dere alle tecniche di pro­creazione medicalmente as­sistita...
può essere revocata da ciascuno dei soggetti in­dicati dal presente comma fino al momento della fe­condazione dell’ovulo».
L’ar­ticolo 14, che stabilisce limi­ti all’applicazione delle tec­niche sugli embrioni, vieta la crioconservazione degli embrioni, stabilisce che non deve essere creato un nu­mero di embrioni superiore a quello strettamente neces­sario e prevede che se il tra­sferimento in utero degli embrioni non è possibile per motivi di forza maggiore re- lativi allo stato di salute del­la donna, si possa rimanda­re tale trasferimento non ap­pena sia possibile.
  La Corte Costituzionale ha riunito in uno solo i due giu­dizi perché svolgevano ar­gomentazioni analoghe e ha ricordato di essere già inter­venuta sulla costituzionalità della legge 40 con la senten­za 151 del 2009, con la quale aveva [...]

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