Leggendo ..

  Romeo e Giulietta - atto III° scena IIª -   L'orto dei Capuleti ..
Giulietta:   Galoppate veloci, cavalli dai piedi di fuoco, alle case del sole.
Un cocchiere come Fetonte vi avrebbe già spinti a frustate verso l'Occidente e già avrebbe riportata qui la fosca notte.
Stendi le tue dense cortine, notte propizia all'amore, a chiudere le palpebre del giorno fuggitivo; cosi volerà il mio Romeo tra queste braccia, non visto e non fermalo da nessuno.
A illuminare i riti amorosi degli amanti, basta la luce della loro bellezza; che se l'amore è cieco, la notte è il suo elemento.
Scendi, notte cortese, sobria matrona vestita di nero, e insegnami a perdere una partita in vantaggio, dove sono in gioco due intatte verginità.
Copri col tuo mantello nero il mio sangue selvaggio che mi assale la guancia: il mio timido cuore, fatto audace, senta semplice e puro l'atto sincero d'amore.
Vieni, o notte; vieni, Romeo: vieni, tu, giorno nella notte, che sulle ali della notte sarai come fiocco di neve fresca sul dorso di un corvo.
Vieni, notte gentile, vieni amorosa notte dalle nere ciglia; portami il mio Romeo; e se un giorno dovrà morire, prendilo e frantumalo in tante stelline; e ne sarà la faccia del cielo cosi ridente e bella, che il creato non avrà più occhi che per la notte e si scorderà di adorare lo splendore del sole.
Oh, io mi sono comprata un castello d'amore e non ne sono ancora in possesso; e anch'io sono stata comprata, ma non goduta.
Ah, giorno interminabile, come la notte prima della festa all'impaziente fanciulla che ha lì i vestiti nuovi e non  può ancora indossarli..
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Vi chiederete il perché di questa citazione, carissimi amici.
A parte che ho già fatto cenno in altro post alla tragedia “Romeo e Giulietta” composta da Shakespeare nel 1594-96, quanto sopra riportato, pur nella sua chiara enfasi teatrale volta a rendere più drammatica – fra speranze e illusioni – l’amore di due ragazzi appartenenti a famiglie in lotta fra loro, mi ha portato a considerare, all’oggi, drammi sicuramente meno “ispirati teatralmente”.
Al contrario eventi molto duri e crudi, spesso finiti nel sangue con la morte violenta dell’uno o dell’altro, generalmente donne vittime di brutalità e gelosie maschili.
Certo, non dico che debba necessariamente esservi il trasporto, l’enfasi shakespiriana all’oggi - farebbe solo sorridere, ma nella purezza dei migliori sentimenti – se tali sono -  chiedo: certe situazioni possono mai sfociare in comportamenti assurdi, dettati dalla gelosia, dalla paura di perdere [...]

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