Lettera a Gasperini

Caro Gasperson, dopo aver sbollito la delusione per le Sue affermazioni di ieri sera, volevo farLe notare una serie di aspetti che Lei nel Suo sfogo postpartita ha purtroppo dimenticato e che, ci tengo a precisare, non riguardano le valutazioni tecniche.
Per prima cosa, la linea guida che deve regolare i rapporti tra tifosi e squadra, che non mi stancherò mai di ripetere è che chi paga un biglietto ha il proprio sacrosanto diritto di fischiare uno spettacolo che non ritiene all'altezza (e quello di ieri sera certamente non lo è stato): a maggior ragione nel calcio, considerato che le cifre folli, per non dire immorali, che girano nel SUO mondo nascono soltanto dalla passione dei malati come me che, con gli abbonamenti (dello stadio e televisivi), soffrono di passione per i propri colori, affrontando sacrifici economici a  Lei sconosciuti da tempo immemorabile.
Ribadisco quest'ultimo concetto perché chi tifa Genoa tifa dei colori, un simbolo e un'idea trasmessa dai fratelli maggiori, dai padri, dai nonni e dai bisnonni.
Allenatori e calciatori sono al servizio di questo simbolo e di questa tradizione e di ciò devono soltanto essere onorati e non accampare alcun tipo di pretesa o porre critiche a chi ti permette di vivere una vita da persona privilegiata.
Ci tengo a ricordarLe poi che l'immensa gratitudine dimostrataLe per i risultati conseguiti nella Sua prima esperienza in rossoblu (durante la quale, peraltro, non allenava propriamente dei brocchi) non Le può arrogare il diritto di dare giudizi su un presunto peggioramento da allora dell'atteggiamento della tifoseria nei confronti della squadra.
I tifosi da sempre hanno apprezzato il cuore ma soprattutto il RISPETTO tributato loro dagli addetti ai lavori.
Altri Suoi predecessori hanno dimostrato questo rispetto ben più di quanto Lei abbia fatto ieri sera: a partire dall'eroe della C Giovanni Vavassori, al silurato (probabilmente in maniera ingiusta) Gigi De Canio, per non parlare poi di Franco Scoglio il quale per rispetto dei tifosi, che a suo dire gli avevano permesso di condurre una vita da persona agiata affermò di non aver mai salutato per strada un tesserato dei dirimpettai multicolor :-).
Ricordi che Lei ha dato molto al Genoa MA il Genoa ha dato forse ancora più a Lei con una fiducia smisurata e mai messa in discussione da tutto il popolo genoano, che a volte la ha bollata con l'epiteto di presuntuoso, ma che non ha mai discusso la serietà e la competenza del Suo lavoro e che, con un affetto incondizionato, non ha esitato a riaccoglierLa con la stessa [...]

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