Libano - Un governo di unità nazionale in attesa delle consultazioni siro-saudite e sotto il ricatto del cristiano-sionista Samir Geagea

LIBANO - UN GOVERNO DI UNITA' NAZIONALE IN ATTESA DELLE CONSULTAZIONI SIRO-SAUDITE E SOTTO IL RICATTO DEL CRISTIANO-SIONISTA SAMIR GEAGEA di Dagoberto Husayn Bellucci Il Libano in cerca del suo esecutivo continua a rimanere sospeso tra consultazioni interne e riunioni di capi di Stato all'estero.
Come sempre la soluzione della complessa situazione libanese passa attraverso il dialogo complesso e prolungato delle fazioni libanesi e quello, altrettanto difficile, avviato all'estero tra i principali paesi interessati a dare stabilità e equilibrio al paese dei cedri.
La costituzione dell'esecutivo di unità nazionale, data certa fino ai primi del mese, è stata rimessa in discussione dai partiti dell'opposizione, guidati dal blocco sciita di Hizb'Allah e dal suo principale alleato (il partito della corrente patriottica nazionale del generale Aoun), che hanno rifiutato le liste stilate dal premier incaricato Sa'ad Hariri al quale meno di due settimane or sono è stato dato il secondo mandato per verificare se esistano realmente le condizioni per costituire un governo comprendente anche i partiti dell'opposizione.
Proprio su questo fronte si sono mossi recentemente lo stesso Hariri e Aoun incontratisi nei giorni scorsi in un lungo faccia a faccia che è stato salutato positivamente da tutta la stampa araba.
Lo stesso Nabih Berry, presidente dell'Assemblea nazionale e leader di Haraqat 'Amal, ha giudicato entusiasticamente il nuovo dialogo diretto avviato dai due rappresentanti di maggioranza e opposizione sostenendo che "il dialogo è la sola via per arrivare ad accordi definitivi" e che "il paese ha bisogno di stabilità e di una normalizzazione" che , per prima, passa attraverso il riconoscimento dell'avversario e la collaborazione.
Importante a questo fine sarebbe anche il lavoro di tessitura che sta avvenendo all'estero tra i capi di Stato arabi della regione interessati a pacificare infine il vulcano libanese: a questo proposito viene sottolineata da tutti i principali media libanesi l'importanza del viaggio che porterà il re Abdallah al-Saud, regnante dell'Arabia Saudita e principale alleato di Washington nel Vicino Oriente, a Damasco dove incontrerà il presidente siriano Bashar el Assad.
Secondo Berry il riavvicinamento tra Arabia Saudita e Siria - dopo anni di relazioni congelate a seguito dell'aggressione sionista contro il paese dei cedri di tre anni fa - è un segnale importante e "la chiave per una svolta nelle relazioni interarabe e interlibanesi".
La soluzione della lunga crisi politca che ha paralizzato e diviso [...]

Leggi tutto l'articolo