Liberalizzazione dell'orario di lavoro nella vigilanza privata

Economia e Politica : Lavoro Liberalizzazione dell'orario di lavoro nella vigilanza privata del 02/07/2008 di La redazione LUCCA - La liberalizzazione dell'orario di lavoro nel settore della vigilanza privata fa lanciare un grido di allarme sulla situazione generale che si sta verificando in Italia.
A denunciare la situazione è Umberto Franchi, segretario provinciale della Filcams-Cgil che afferma: "Poco per volta, stanno cassando tutti i diritti dei dipendenti italiani, le conquiste degli anni 70, se questo è l’andamento, diverranno solo ricordi da raccontare ai nipoti Il 25 Giugno scorso, il Governo Berlusconi ha emanato un nuovo Decreto Legge e già in vigore, cancellando il settore della vigilanza dall’applicazione del D.L.
66/2003 che regola l’orario di lavoro.
Un settore sempre a rischio che non ha più regole sull’orario di lavoro, e lasciato alla pura gestione aziendale senza alcun diritto per i lavoratori.
Questa è la denuncia che arriva dalla Filcams-Cgil e dal suo segretario provinciale, Umberto Marchi, il quale sottolinea come sia: "Inammissibile quanto fatto", poiché "non ci saranno limiti giornalieri di orario, né vincoli sul riposo giornaliero e settimanale, riportando il settore della vigilanza privata ad un passato ormai dimenticato.
Per Marchi, infatti, con tale provvedimento: "È stato cancellato ancora una volta un diritto dei lavoratori, un colpo di spugna per il ritorno al passato, senza un confronto con le parti sociali, senza un motivo, abbiamo appreso solo dal testo il cambiamento e i dipendenti di Lucca, ma anche quelli che lavorano in questo settore nel resto d’Italia, sono preoccupati per quanto accadrà nei prossimi giorni.
Ecco, quindi, che "Non c’è più regola: fino a poco fa i dipendenti della vigilanza privata potevano fare una pausa tra un servizio e l’altro di 11 ore giornaliere, potevano fare un riposo settimanale di 35 ore, con questo D.L., oltre a togliere questo diritto, ha messo in discussione articoli del CCNL di settore, dove, in ottemperanza dell’art.
17 del D.L.
66/2003, erano concesse alle aziende per esigenze di servizio realmente comprovate, alcune deroghe.
Stando a quanto denunciato dal segretario provinciale della Filcams-Cgil, infatti, adesso: "Gli articoli contrattuali che facevano riferimento alla 66/03 sono caduti, poiché per le guardie giurate non esiste più una legge di riferimento.
Quest’ultimo D.L., da solo sostegno alle aziende, dando una lettura a quanto emanato, si nota oltre alla cancellazione di diritti per i lavoratori, cancellazioni di [...]

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