Libertà di stampa, 80 giornalisti uccisi nel mondo nel 2018

Ottanta giornalisti sono stati uccisi nel mondo nel 2018 mentre esercitavano il loro dovere di informare, un deciso aumento rispetto al 2017 quando persero la vita 65 giornalisti.
Lo indica il bilancio annuale di Reporter senza frontiere (Rsf).
Tra le vittime, ci sono 63 giornalisti professionisti (aumento del 15 per cento rispetto al 2017), 13 giornalisti non professionisti (contro i 7 dell’anno precedente) e 4 collaboratori.
Lo ha sottolineato l’ong con sede a Parigi, che ha denunciato una violenza inusuale contro i reporter.
I giornalisti “guardiani della verità” La scorsa settimana Time Magazine ha scelto come “uomo dell’anno” proprio i giornalisti uccisi nel corso del 2018, definiti “guardiani della verità“, tra i quali il saudita Jamal Khashoggi, assassinato il 2 ottobre nel consolato saudita di Istanbul.
Oltre a Khashoggi il prestigioso settimanale americano ha deciso di onorare la giornalista filippina Maria Ressa, i due reporter birmani dell’agenzia Reuters Wa Lone e Kyaw Soe Oo, attualmente in carcere, e la redazione del giornale locale statunitense Capital Gazette, cinque membri della quale sono morti in un attacco avvenuto il 28 giugno scorso ad Annapolis, nello stato americano del Maryland.
Khashoggi e le altre vittime “Nel valutare la scelta è apparso chiaro che la manipolazione e il travisamento della verità costituiscono il filo comune che lega molte delle più importanti notizie di quest’anno, dalla Russia a Riad a Silicon Valley; così abbiamo scelto di onorare quattro persone e un gruppo che si sono assunti dei gravi rischi nella ricerca della verità, ad iniziare da Jamal Khashoggi”, ha spiegato il direttore del settimanale, Edward Felsenthal.
In particolare l’omicidio di Khashoggi – la prima personalità a ricevere il titolo di Time dopo la morte – “ha provocato una rivalutazione globale della figura del principe ereditario saudita e un’attenzione alla devastante guerra nello Yemen che questo conflitto meritava da tempo”, ha concluso Felsenthal.
Degli altri individui premiati, il 32enne Wa Lone il 28enne Kyaw Soe Oo hanno portato alla luce gli omicidi extragiudiziali di dieci Rohingya durante una brutale incursione dell’esercito nello stato birmano di Rakhine; si trovano in carcere da quasi un anno, dopo una condanna per violazione del segreto di stato; il processo di appello si aprirà il mese prossimo.
Marie Ressa è l’amministratrice delegata di Rappler, un sito di informazioni filippino che il governo di Manila cerca da tempo di chiudere [...]