Libia: la minaccia delle armi chimiche.

Foto Ansa.it L'Ansa ha reso noto un fatto che, ove confermato, andrebbe a rendere più complessa la gestione della situazione in Libia.
Secondo quanto riportato dall'Agenzia, infatti, l'IS  potrebbe entrare in possesso degli arsenali segreti in Libia, che contengono micidiali armi chimiche come "l'iprite e il gas nervino Sarin".
L'evoluzione che sta subendo la crisi richiede la mobilitazione urgente della comunità internazionale.
Gli elementi salienti del problema continuano ad essere il caos che regna nel paese, la disorganizzazione della diplomazia internazionale, le minacce e la faziosa campagna di comunicazione dell'IS che sostiene la propria strategia del terrore.
L''inoperatività e, in alcuni casi, le "chiacchiere" dei Paesi Europei sta permettendo alle milizie dell'IS di consolidare il controllo dei territori occupati fra cui cito la città di Derna già trasformata in califfato e Sirte città in cui l'IS sta imponendo il coprifuoco.
In tale contesto, francamente si fa fatica a comprendere in cosa dovrebbe consistere l'intervento diplomatico richiesto all'ONU.
Tale organizzazione, peraltro, nella sua storia è stata incapace di agire a causa del diritto di veto esercitato dai membri permanenti del Consiglio di Sicurezza.
L'Italia, al di la di flebili e scoordinate dichiarazioni, non sta assumendo iniziative concrete.
L'immagine del Paese che viene data al mondo è vergognosa soprattutto dopo gli atti vandalici compiuti del Feyenoord.
Siamo stati in grado di permettere a degli scalmanati di imbrattare e infangare il cuore della nostra capitale senza riuscire a intervenire in modo preventivo ne, tantomeno, risolutivo contro questi criminali.
I nostri poliziotti sono stati posti nelle condizioni di non poter svolgere il proprio lavoro.
Mi domando come pensiamo rispondere alle minacce dell'IS (vds dichiarazioni di Renzi durante una recente puntata della trasmissione Virus) se: ci fermiamo di fronte a degli ubriaconi venuti dal Nord Europa permettendogli di violentare il centro di Roma; continuiamo a premettere ai  clandestini di sbarcare sulle coste siciliane rischiando che i terroristi utilizzino tale tragedia umanitaria per entrare in Europa e/o sovvenzionare le proprie attività criminose.
Peraltro, In ambito internazionale, nonostante l'Italia stia esercitando la funzione di Alto Rappresentante per la Politica Estera Europea, non siamo in grado di aggregare o far convergere il consenso della comunità internazionale sulle principali tematiche di politica estera.
Subiamo il peso di Germania e Francia che [...]

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