Libri: La muta di Chahdortt Djavann - Bompiani

“L’Iran della piccola Fatemeh e di sua zia muta è un incubo.
Presto o tardi il giorno si leverà col sole della giustizia e della bellezza.
Questo romanzo ne è la prova.” [Tahar Ben Jelloun] “Per Chahdortt Djavann lo scrittore ha il dovere di prendere la parola.
È a nome di tutte le mute amputate della loro libertà, delle loro speranze, costrette a matrimoni non voluti, che l’autrice ha scritto questo libro.
Da leggere assolutamente.” [Le Nouvel Observateur] “Un viaggio sconvolgente negli abissi di una società chiusa, dove i sentimenti vanno taciuti e la felicità nascosta.
La muta è un’opera di rara intensità: leggerlo è un’esperienza che lascia il segno.” [Paris Match] Chahdortt Djavann è una nota antropologa che si batte per i diritti delle donne islamiche, nata in Iran nel 1967, ha vissuto sulla sua pelle il crescente potere di quello che chiama "fascismo islamico" ed è stata costretta a fuggire durante la rivoluzione del 1979 quando suo padre Pascià Khan fu arrestato per ordine dell'ayatollah Khomeini.
'La muta', pubblicato in Italia da Bompiani, è il suo primo romanzo, un approccio divulgativo per portare a un pubblico più vasto le tematiche già presenti nei suoi saggi 'Che cosa pensa Allah dell'Europa' e 'Giù i veli!' (Lindau).
La storia narrata si svolge presumibilmente ai giorni nostri, anche se è senza tempo, perché la vita nell'anonimo quartiere periferico sembra irrigidita in un superstizioso medio evo, dove il mullah è un'autorità assoluta, che domina la vita e la coscienza della gente.
--- Blog Books Show segnala: --- Titolo: La muta Genere: Narrativa Straniera Autore: Chahdortt Djavann Editore: Bompiani Anno: 2009 Collana: Assaggi Informazioni: pg.
94 Codice EAN: 9788845262852 Prezzo Book Shop: € 9,60 Prezzo di listino: € 12,00 Sconto: € 2,40 (20%) IL LIBRO - Fatemeh ha quindici anni, e negli occhi e nel cuore si porta il ricordo della zia, uccisa sulla pubblica piazza.
La sua colpa? Aver fatto l'amore con lo zio materno di Fatemeh quando era stata già promessa in sposa a un altro, un mullah.
Adulterio, quindi, pur senza essere sposata.
"La muta": così veniva chiamata questa zia tanto bella quanto silenziosa, che aveva scelto il silenzio come "arte di vivere", perché "tacere significava forse non tradire la verità", fatta di traumi troppo dolorosi da dire.
E adesso tocca a Fatemeh, la nipote fedele.
Sposata a quello stesso mullah cui era stata promessa in sposa la muta, costretta a subire la violenza sessuale di un uomo che non ama e le angherie delle sue altre [...]

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