Libri: Una testa selvatica di Marie-Sabine Roger - Ponte alle Grazie

In occasione dell'uscita del romanzo 'Una testa selvatica' di Marie-Sabine Roger, la casa editrice Ponte alle Grazie ha premiato, nel corso della Fiera del Libro di Torino, la signora Tina Biasci, vincitrice del concorso indetto dalla stessa casa editrice, 'Il libro che mi ha cambiato la vita'.
Il romanzo della Roger (che in Francia ha venduto in poche settimane oltre diecimila copie), è uno splendido inno d’amore alla lettura, la storia di un’amicizia inaspettata e magica, un inno alla vita che, grazie ai libri, si riesce ad apprezzare molto di più.
Il protagonista del romanzo, Germain, ha un passato di scarsa educazione sentimentale e un presente fatto di conta di piccioni al parco e bevute al bar.
Fino al giorno in cui incontra una vecchietta con la quale entra in complicità grazie alla comune abitudine di dare nomi ai piccioni del parco.
La vecchietta inizia Germain alla lettura: i libri di Sepúlveda e Camus riempiono la sua testa mai coltivata e il loro legame gli offre l'opportunità di un rapporto affettivo.
--- Blog Books Show segnala: --- Titolo: Una testa selvatica Genere: Narrativa Straniera Autore: Marie-Sabine Roger Traduzione: Francesco Bruno Editore: Ponte alle Grazie Anno: 2009 Collana: Romanzi Informazioni: pg.
189 Codice EAN: 9788862200585 Prezzo Book Shop: € 10,40 Prezzo di listino: € 13,00 Sconto: € 2,60 (20%) IL LIBRO - Qui si racconta la storia di Germain, lo "scemo del villaggio".
Centodieci chili di muscoli per sorreggere una testa selvatica, un passato di mancata educazione sentimentale e un presente di conta dei piccioni e pomeriggi spesi al bar.
Qui si racconta di un incontro straordinario nel più ordinano dei luoghi, un parco pubblico.
Si traccia il delicato resoconto della più improbabile delle complicità, quella tra un gigante semi analfabeta e una vecchina con i capelli viola e la passione per i libri.
Si dimostra che l'intelligenza è altra cosa dalla cultura.
Quando le vite di Germain e Margueritte si accomodano sulla medesima panchina, ogni cosa, dentro e fuori, comincia a cambiare.
E così questa può anche essere una storia che parla di avventure o di amore...
o di indiani.
Perché no? I sentimenti, come le parole, non sono innati.
Bisogna acquisirli, piano piano.
E quando sbocciano non conta più il vuoto che c'è ancora da riempire, ma tutto il pieno che invade il cuore e la testa come gramigna che non si può più estirpare.
Il mondo in cui pianta le sue radici un'altra selvatichezza, fatta di affetti, fatta di parole.
Come quella di Germain e Margueritte, e del [...]

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