Libro I - Capitolo III

Hic sunt leones ( I parte )   “E smettila con quell’ aglio… puzzi già da far schifo” “Ma, mio Signore, ho paura… quei contadini dicono di aver visto un drago enorme che sputava fuoco” “Storie l’hai viste anche tu quelle impronte… era un lupo, bello grosso, ma sempre un lupo” “Ma dovevamo proprio venire noi?” “E perderci quest’occasione per divertirci? E’ sempre una noia in città… piuttosto piantala con quell’aglio e mettilo via” “Ma signore… anche se fosse un lupo gigante non potrebbe essere il diavolo in persona? Padre Jacopone dice sempre che…” “Padre Jacopone beve troppo e poi…” in quel momento un ululato si levò nella notte… non molto lontano qualcosa si mosse attraverso una piccola macchia di rovi “Federico… riattizza subito il fuoco e porta qua la spada” “Si signore” “Ah… e passami quell’aglio”       Mentre Rinaldo andava a caccia di lupi o draghi che fossero nei suoi piccoli possedimenti, altrove in Europa si combatteva.
Erano terre lontane, anzi nella mappa cerebrale del nostro conte sarebbero state rappresentate da un bel “hic sunt leones” ( se Rinaldo avesse saputo il latino naturalmente ).
  Il primo e forse più interessante dei fronti era quello bizantino.
All’inizio del 1067 l’Imperatore Costantino X Ducas aveva avuto notizia che le solite scorrerie dei selgiuchidi in Armenia stavano acquistando vigore.
Addirittura si parlava di un esercito in preparazione in Persia con il quale Arp-Arslan stesse preparando l’invasione dell’Anatolia.
Per questo Costantino raccolse in tutte l’Impero truppe e rinforzi e mosse verso est, incontro al nemico.
Il 15 di maggio 1067, le sue truppe, forti di 35.000 uomini, affrontarono quelle di Arp Arslan ( 40.000 ) nella piana di Manzikert venendo sonoramente sconfitte Quasi 7000 bizantini morirono e altrettanti disertarono lasciando aperta la strada al nemico per la conquista dell’Anatolia orientale.
  Ma neanche per i selgiuchidi la battaglia era stata indolore.
Oltre ai 4000 uomini perduti, dovevano piangere la morte del loro Sultano, spirato 4 giorni dopo la battaglia per un’infezione seguente ad una ferita di freccia.
Essendo il figlio primogenito morto pochi mesi prima, sul trono del sultanato salì il secondogenito Tutush, di appena 10 anni, scatenando una lotta per il potere tra gli emiri del padre che costrinse gran parte dell’esercito a rientrare in Persia, non prima di avere messo a ferro e fuoco l’Armenia e la costa di Aleppo.
  Costantino, invece, rientrato illeso a [...]

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