Licenziamento per chi fuma erba

Essere trovato in possesso di hashish durante un controllo di polizia può costare il licenziamento.
La vicenda.
Un funzionario di primo livello di Unicredit Banca, durante le proprie vacanze estive in Sardegna, subisce un controllo da parte delle forze dell’ordine.
Durante il controllo, avvenuto nella notte tra sabato e domenica, viene trovato in possesso di hashish.
L’istituto di credito datore di lavoro decide allora di licenziarlo.
Il dipendente impugna il licenziamento, ma il Tribunale di Nuoro gli dà torto.
In secondo grado, invece, la Corte d’Appello di Sassari ribalta la sentenza ed ordina all’istituto di credito di reintegrare il dipendente allo sportello e di pagargli tutti gli arretrati.
La Corte d’Appello, per giustificare il reintegro, distingue tra detenzione per uso personale e spaccio di sostanze stupefacenti.
Solo lo spaccio giustificherebbe il licenziamento, in quanto comporta la frequentazione di un ambiente pericoloso che fa venir meno il rapporto fiduciario con il datore di lavoro.
Ciò anche in considerazione del lavoro svolto, alle dipendenze di un istituto bancario, comportante il contatto con il pubblico ed il maneggio di denaro.
La detenzione per uso personale, invece, seppur non condivisibile, costituisce una condotta meno grave e come tale non punibile con la misura estrema del licenziamento.
In altre parole il licenziamento deve considerarsi eccessivo.
Al suo posto poteva essere disposto il trasferimento del dipendente.
Non solo.
La Corte distingue anche tra marjuana e hashish da una parte, e droghe pesanti quali eroina o crack dall’altra.
L’uso delle prime, infatti, non può portare al licenziamento.
Ciò fondamentalmente per tre ragioni ...
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