Lily, che si appropriava di un cielo non suo

Lily ha una personalità particolare, anacronistica.
Scrive saggi e legge tutto ciò che le capita a tiro speranzosa di scorgere il non detto tra principali e  subordinate e nelle commessure tra significante e significato; ogni tanto, per dovere, va a una festa ovvero partecipa come personaggio marginale a uno di quegli eventi che gli altri chiamano party, ma in quei contesti si sente sempre un pesce fuor d'acqua e, pur facendo del suo meglio per gestire le idiosincrasie privandole delle manifestazioni di noia con aplomb di maniera, appena può si congeda e fugge all'ultimo piano di un grattacielo che esiste solo nella sua mente.
Lassù in alto, così in alto che le sembra di accarezzare il cielo, Lily torna a respirare e giura a se stessa che quella è stata l'ultima volta, che mai più cederà alle pressioni del suo editore.
Quello che Lily ancora non sa, perché la giovane età non glielo consente, è che la legittimazione di sé passa attraverso stadi a cui bisogna prostrarsi per potersene un...

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