Lipari&Nubifragio. Si muove la Protezione civile. Ricognizione del capo Bruno Manfrè

Lipari - Si e' concluso nel tardo pomeriggio di oggi il sopralluogo compiuto a Lipari dal capo del distaccamento provinciale di Messina della Protezione Civile Regionale.
La ricognizione e' servita a verificare lo stato dei luoghi e programmare gli interventi da compiere, a seguito del nubifragio che si e' abbatutto ieri sull'isola e che ha causato danni con allagamenti che hanno colpito strutture pubbliche e abitazioni private.
D'intesa con le autorita' comunali e' stato deciso che gia' domani esperti e geologi della Protezione Civile regionale saranno al lavoro a Lipari per accertare lo stato di "salute" dei versanti collinari dai quali si sono staccate le colate di detriti riversate sul centro di Lipari ed in alcune frazioni.
Si attende, quindi, l'esito di queste ispezioni per mettere in campo gli interventi che saranno ritenuti necessari.
I vertici della Protezione Civile regionale hanno dato disponibilita' al sindaco di Lipari per l'invio di uomini e mezzi per le operazioni di sbancamento, che in questa fase sono state effettuate dai mezzi messi a disposizione dalle autorita' locali.
LA NOTA PRECEDENTE.
Dopo il nubifragio di ieri mattina, si muove la Protezione civile.
Nel pomeriggio a Lipari è giunto Bruno Manfrè, capo dipartimento della Protezione Civile di Messina che ha incontrato il sindaco Marco Giorgianni che lo ha prontamente informato sull'entità dei danni.
Subito dopo è stato effettuato un sopralluogo in tutte le località dell'isola interessate dal violentisismo acquazzone: corso Vittorio Emanuele, via Roma, Ponte, Valle, la scuola media, il porto di Sottomonastero, la via Tenente Mariano Amendola e le diverse località di Canneto.
Da Calandra a Unici inclusi tutti i torrenti.Il capo della Protezione civile Manfrà presenterà uan dettagliata relazione al governo regionale.
Il sindaco Giorgianni mercoledi' avrà un incontro a Palermo con il governo regionale e con la Protezione civile.
E sarà ufficialmente richiesto lo stato di calamità naturale al governo Monti.
Già si parla di danni per circa 30 milioni di euro per mettere in sicurezza il territorio isolano e anche per risarcire gli esercenti e i proprietari delle abitazioni danneggiate.

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