Lipari&Nuovo Depuratore. Tra fretta, furia e...vizi

di Salvatore LeoneChi legge anche distrattamente il decreto per l'immissione in possesso dei terreni per consentire la realizzazione del depuratore e le relative opere connesse, subito percepisce il carattere ed il sentore di “fretta&furia”: alla presenza dei tecnici geometri Federico Rosalia e Marano Luigi, esperti in procedure d'esproprio e contabilità di opere pubbliche.
E’ risaputo che la proprietà privata è un diritto affievolito dinnanzi ad una procedura d'esproprio.
Ci sono delle garanzie e delle tutele che il cittadino privato della proprietà, ha diritto a delle garanzie dettate proprio dalla normativa sull'esproprio, al fine di evitare che la procedura non diventi un atto "usurpativo".
Senza volere entrare in questa fase nel merito della scelta della localizzazione dell'impianto e delle opere connesse, della soluzione tecnica e neanche sul contenuto dell'articolo a firma " Lucio Raffaele " che se rispondente al vero è di una gravità assoluta (da Procura della Repubblica), mi voglio limitare a trattare la procedura del decreto d'immissione in possesso, atto propedeutico al decreto di esproprio.
Allo stato tale decreto di immisione in possesso è un atto pieno di vizi  che non può ritenersi comprensivo della dichiarazione di pubblica utilità dell'opera.
Le conseguenze saranno dei pesanti contenziosi sia in sede amministrativa che civile con una serie di richieste di risarcimento danni notevoli, che vedranno implicati il Comune e l'associazione temporanea di imprese.
Pur comprendendo l’urgenza, la fretta e la furia per dare inizio ai lavori, almeno, per dignità dei cittadini che si vedono privare dei loro terreni a differenza di altri che invece ne hanno ottenuto benefici, si rispettino almeno le procedure, sempre se si conoscono.
C’é anche la legge dei depuratori.Baciamo le mani(1-continua)-LIPARI IN TRANSENNE.
Lo stato di abbandono e di rischio che viaggia per le vie storiche dell'isola arriva al vecchio distributore e prosegue fino all'ingresso del cimitero.
Sempre interventi immediati dei Vigili del fuoco.
Sono il proseguo di segnali che il decadimento tocca e corrode ogni sorta di costruzione "senza speranza" di vita.
Citando l'ex ospedale "du puzzu", il palazzo vescovile, il distributore di Sottomonastero, la facciata del Cimitero e le molte abitazioni crepate con i famosi "cagnoli" di pietra che impietosamente cadono anche da 10 metri d'altezza e poi i parapetti dei terrazzi di copertura degli immobili che gli eventi atmosferici sfaldano alla base, creando un pericolo per la pubblica [...]

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