Lipari, a Diana rinvenuti altri "tesori archeologici"

Lipari - Nell’ambito dell’attività di vigilanza della Soprintendenza ai beni culturali di Messina e del Museo Archeologico "Luigi Bernabò Brea" di Lipari,  è iniziato uno scavo archeologico in un’area urbana di  contrada Diana.
Il luogo dello scavo fa parte di una particella che rientra in un ‘area molto nota per i suoi tesori archeologici perché sede di una necropoli di eta’ greca e romana (dal VI a.C.
e II d.C.) e di vari insediamenti preistorici (Neolitico ed Eta’del Bronzo).
L’area oggetto dello scavo  (di proprietà privata) ha già restituito importantissime testimonianze del periodo indicato.
Le tombe rinvenute sino ad oggi sono del tipo a sarcofago di pietra e a “cappuccina” , cioè realizzate con grandi tegole disposte a capanna.
Insieme a queste ultime sono state rinvenute  urne cinerarie di età greca (IV sec.
a.C.), consistenti in crateri a figure rosse, fra cui uno di particolare interesse perché si distingue per la sua iconografia e pregio della manifattura che si può ricondurre ad una produzione dell’Italia meridionale.
Sul lato del cratere si osserva la nascita di Afrodite resa con sovra dipinture bianche e dorate.Il corredo -invece-  era contenuto entro una pentola e consiste in maschere teatrali e vasetti a vernice nera.
Per la preistoria si conserva eccezionalmente una parte del villaggio a capanne che si estendeva nella pianura di c.da Diana durante la prima fase della cultura di Capo Graziano risalente a 4000 anni fa.
In particolare si è individuato uno spazio dedicato alla conservazione degli alimenti con grandi vasi, insieme a vasetti miniaturistici tutti modellati a mano.
I lavori sono seguiti da Maria Clara Martinelli e Umberto Spigo per il Parco archeologico delle Isole Eolie, da Nunzia Ollà e Gabriella Tigano per la Soprintendenza di Messina con la collaborazione di Lillo Giordano per le ricerche.

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