Lipari, megaporto&altro. L'interrogazione inviata al presidente della Regione Lombardo

Premesso che: la “Lipari Porto“ S.p.A., costituita dal Comune di Lipari e dalla Società Italiana per Condotte d’acqua S.p.A., ha presentato un progetto per la rifunzionalizzazione del sistema portuale nell’isola di Lipari che si configura come un’unica struttura turistico-commerciale nella rada di Lipari, dato dalla successione di opere portuali nelle località di Marina Corta, Sottomonastero, Marina Lunga, Pignataro, Bagnamare; è stata presentata, per le opere in oggetto, istanza di rilascio della concessione demaniale marittima relativa alle aree ed agli specchi acquei interessati, ai sensi dell’articolo 1 della legge regionale 17 marzo 2009, n.
3;  in data 23.09.2010 l’Assessorato regionale per il Territorio e l’Ambiente - Dipartimento dell’Ambiente ha espresso l’assenso preventivo al rilascio della concessione demaniale marittima, sebbene lo speciale regime derogatorio configurato dalla norma in parola sia espressamente limitato alle “istanze presentate dagli enti pubblici territoriali in relazione agli interventi finanziati nell'ambito della programmazione regionale”, escludendone pertanto l’applicabilità al progetto in specie, presentato da una società mista, il quale non fruirebbe di finanziamenti regionali bensì di capitali privati; l’assenso preventivo rilasciato in data 29.03.2010 ai sensi dell’art.
1 della legge regionale 3/2009 è stato espresso limitatamente alla portualità turistica, in ottemperanza al comma 2 della norma citata che ne circoscrive l’applicazione alle strutture dedicate alla nautica da diporto, sebbene con nota del 4.11.2010 l’Avvocato Generale dell’Ufficio Legislativo e Legale della Presidenza della Regione Siciliana ha affermato che a quella data l’originario progetto presentato per l’esame non risultava “emendato nel senso di scorporare la parte relativa alle finalità turistiche da quella relativa a finalità commerciali“ e che pertanto tale progetto non era “positivamente esaminabile alla luce della legge n.
3/2009” con nota del 7 ottobre 2009 l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha rilevato come la procedura derogatoria di cui alla legge n.
3/2009 avvantaggi gli enti pubblici determinando una condizione “ingiustificatamente restrittiva della concorrenza” e dunque sarebbe a fortiori da escludersi l’applicabilità della norma ad un’istanza proposta da una società mista pubblico-privato, come nel caso in specie; la eventuale modificazione dell’oggetto della “Lipari Porto“ S.p.A.
dopo la scelta a mezzo gara [...]

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