Lippi: «Mio futuro alla Juve? È tutto aperto»

Il ct della Nazionale: «La mia Italia non può avere quei giocatori che si sentono fenomeni e che non si mettono al servizio della squadra»Niente prime donne nel gruppo della nazionale azzurra in vista dei mondiali del Sudafrica e futuro dirigenziale nella Juventus ancora incerto.
Questi alcuni dei temi trattati dal ct dell'Italia Marcello Lippi, ospite d'onore della conviviale organizzata ieri sera da tre Rotary Club fiorentini, che si è concesso alle domande dei commensali, molte delle quali incentrate sulla sua idea di Nazionale.
«Credo che le squadre vincenti - ha esordito Lippi, che oggi parte per il Sudafrica dove venerdì è atteso dal sorteggio dei Mondiali - debbano essere formate da giocatori che abbiano il valore dell'aggregazione e che si mettano al servizio degli altri, non da chi si sente fenomeno o primadonna.
Le squadre composte da questi giocatori, che sono nati con il talento e che credono che tutti debbano essere a loro disposizione, possono giocare bene a periodi, ma non avrannomai continuità».
LA NAZIONALE - Il suo "credo" sembra aver funzionato, se è vero che «ci siamo qualificati con una giornata d'anticipo, guarda caso come nell'82 e nel 2006, e spero che questo sia di buon auspicio.
I "vecchi" hanno dato una mano, i "nuovi" hanno fatto abbastanza bene, e quindi sono ottimista: devo ancora completare il gruppo, ma non sarà un compito difficile».
Più complicato sarà provare a ripetersi in Sudafrica, dove secondo Lippi «Saranno da temere Brasile, Argentina, Germania, Francia e Olanda.
Ma se arriveremo all'appuntamento in grande condizione fisica e psicologica non dovremo avere paura di nessuno: andremo in Sudafrica per difendere il titolo, anche se sarà difficile perchè in Italia c'è riuscito solo Pozzo».
IL PASSATO - Durante la serata Lippi ha ripercorso il suo passato («Ho vinto tanto ma niente è paragonabile a un mondiale»), la sua storia con la nazionale («Tre mesi dopo il mondiale mi sono pentito di averla lasciata, poi sono tornato per rivivere quelle emozioni») e la mancata premiazione di Blatter («Non è stato bello che il presidente della Fifa non abbia premiato i campioni del mondo, ma non so se ci sono motivi particolari»), e ha parlato anche del momento del calcio italiano («Non siamo in crisi, anche se può sembrare così: abbiamo ottimi giovani talenti e una nazionale che è la vera espressione del nostro calcio»).
FUTURO JUVE - Poi, stuzzicato sul suo possibile futuro dirigenziale alla Juventus, ha messo in guardia tutti: «Dopo il mondiale è tutto apertissimo [...]

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