Litfiba - "Eutòpia" (Sony Music, 2016).

Nel nome di una guerra senza nome, o nel nome di Dio, non importa: questo album che abbiamo ascoltato per tutto il 2016, torna in auge in questi giorni se non fosse altro che per essere uscito in un profetico 11/11.
"Eutòpia" che concludeva la trilogia degli stati uniti di Pelù-Renzulli, dopo "Stato Libero di Litfiba" (2010) e "Grande Nazione" (2012), rinverdiva il duo, dopo l'ennesima scissione, contro ogni logica, ogni forma democratica di utopia. Perché il titolo di quest'album (smaccatamente politico) vuol dire "ben essere", "buon luogo" ma anche croce e delizia di un mondo che non riesce a supportare il coraggio di portare avanti proprie idee.
"Intossicato, avvelenato, ma sempre vivo!".
Tutto è tutto e niente è il contrario di niente: i due rocchettari decisamente italiani, decisamente fiorentini, sono sempre oltre le righe, smargiassi, grezzi, ruvidi.
Parabola artistica in declino, la loro? Non saprei.
Belli non mi sembrano poi granché, ma se siete ancora dei loro, allora buon "l...

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