Livorno: Un mare di plastica

Paola Ferri per ilreporter.it  L’isola in fondo al mare? È di plastica.
Secondo uno studio effettuato da Arpa Toscana in collaborazione con Arpa Emilia Romagna, sui fondali del mar Tirreno c’è una quantità di rifiuti che supera quella presente nell’Oceano Atlantico.
LO STUDIO.
Secondo la ricerca, presentata questa mattina in Senato, la plastica rappresenta il principale rifiuto rinvenuto nei mari, con punte del 90-95%.
PESCA DI RIFIUTI.
Un dato per tutti: nell’arcipelago toscano in un’ora di pesca con reti a strascico sono stati “pescati” 4 chili di rifiuti, di cui il 73% costituito da sacchetti, bicchieri e altri residui di plastica.
500 TONNELLATE.
Ammonta a 500 tonnellate, invece, la quantità complessiva di rifiuti di plastica che complessivamente galleggiano nel mar Mediterraneo.
La concentrazione più alta si trova proprio nel nord del Tirreno: quello che dovrebbe essere il Santuario dei Cetacei è invaso da 892mila frammenti plastici, contro una media di 115mila.
OCEANI.
Non avremo a che fare con il Plastic Vortex, insomma, ma le nostre acque rimangono decisamente malate.
Rimane grave la situazione negli oceani: secondo l’Unep e l’Agenzia di protezione ambiente svedese, di 115 specie di mammiferi marini 49 sono a rischio intrappolamento o ingestione di rifiuti marini.
I cetacei e i mammiferi marini vengono attratti da questi materiali, spesso di colore acceso.
Dai monitoraggi è emerso che elefanti marini, delfini, capodogli, lamantini, 111 specie di uccelli marini su 312 hanno ingerito rifiuti di plastica.
Circa 100.000 mammiferi marini, di cui 30.000 foche,un numero consistente di tartarughe, 700.000 - un milione di uccelli marini rimangono uccisi ogni anno dalla plastica, per soffocamento o intrappolamento RIPULIRE I FONDALI.
Per ripulire i fondali si sta pensando proprio di coinvolgere i pescatori.
Il progetto transfrontaliero Gionha che coinvolge le regioni Liguria, Toscana, Sardegna e Corsica, e di cui la nostra Arpat è capofila, ha tra le proprie finalità, quella di avviare un progetto pilota che a Livorno dovrebbe coinvolgere tutti i pescatori professionisti della marineria a strascico, gli unici operatori in grado di effettuare una concreta pulizia dei fondali marini.

Leggi tutto l'articolo