Lo sapevi che comunichi con il tuo cane senza accorgertene?

Leika, vieni.
Leikaa! Vienii!! Leikaaaaa!! Vieni subito!!! Sei sorda????? Leika si avvicina, ma si ferma a metà, gira la testa, odora per terra.
L'umano si altera ancora di più Cosa fai?? Perchè' sei ancora lì?? Sei tremenda, non ascolti nulla, e con passo deciso va verso il cane, la lega e la trascina via.
Milo, no...
fermo...
stop...
e Milo prosegue indifferente Il cane che non ama molto gli altri cani è al guinzaglio; vedendo un altro cane, l'umano tira il guinzaglio, il cane inizia a ringhiare, abbaia, si slancia.
L'umano si arrabbia, il cane non si calma.
Sono tre esempi di situazioni comunissime che vedono protagonisti proprietari e cani.
L'umano parla, urla, comanda e il cane sembra non sentire nulla.
Cosa succede? Verrebbe spontaneo rispondere che è ovvio che il problema è il cane: gli si dice di fare/non fare qualcosa e lui/lei non ascolta.
Magari fosse così semplice.
Il problema invece è nella premessa, nel pensare che basti chiedere per ottenere.
Il fatto è che con i cani, come con gli umani d'altronde, per ottenere bisogna chiedere non solo la cosa giusta ma anche nel modo giusto.
E con questo arriviamo all'argomento di oggi, la comunicazione dagli umani verso i cani.
Gli umani comunicano ai cani molto più, e spesso molto diverso, da quello di cui si rendono conto e il risultato sono situazioni come quelle viste all'inizio.
La sopravvivenza dei cani dipende dal loro riuscire ad anticipare le situazioni così da potersi comportare di conseguenza.
Vivono, quindi, osservando e studiando gli umani, ne notano anche il più piccolo movimento, ne leggono e interpretano lo sguardo, le espressioni e l'odore, ne capiscono le parole ma sentono e interpretano il tono della voce, interpretano la postura e i gesti, percepiscono le vere intenzioni degli umani, e si comportano.
I loro comportamenti sono la reazione alle comunicazioni che ricevono dagli umani.
E quindi un sorriso, il guinzaglio tenuto tirato piuttosto che morbido, le spalle girate, un sopracciglio sollevato, la voce che si alza, un tono allegro, un tono teso, non rispondere allo sguardo, essere affiancati quando si avvicina un altro cane, gridare piuttosto che parlare con tono sereno, una richiesta decisa (che non vuol dire fatta in modo aggressivo) piuttosto che non convinta sono tra le migliaia di comunicazioni che gli umani inviano ai cani, di cui gli umani sono spessissimo inconsapevoli, che servono ai cani per decidere come comportarsi.
Si spiegano così anche le situazioni come quelle viste all'inizio: #1.
L'umano chiama, è [...]

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