Lo stupro di Roma, le bassezze dell’italiota medio e i luoghi comuni

Quanta tristezza nel leggere i commenti in coda al servizio del TGcom24 di quelle persone che,  invece di portare la solidarietà alla ragazzina di 16 anni , violentata a Roma lunedì notte,  hanno commentato mostrando tutta la loro bassezza.
In primis era  partita la campagna del "dagli allo straniero"...
infatti, prima di sapere che l'aggressore era un italiano (un rispettabile dipendente del ministero  della difesa), era già stata ipotizzata la nazionalità del colpevole che non poteva che essere un rom, o un immigrato e  magari anche clandestino.
na volta scoperto che le cose non erano andate così, invece di chiudersi in un imbarazzato silenzio,  saputo che si trattava invece di uno stupratore  italianissimo,  questa gente "povera" di spirito, ha trovato i motivi per dire che,  in qualche modo, la ragazzina  "se l'è cercata"...
come se l'andare in giro la sera od avere abiti leggeri, potesse essere  una giustificazione che alleggerisce le colpe di chi decide di  prendere con la forza quello che non gli è dovuto.
Mi tornano  alla mente gli anni '70, quando le ragazze che venivano stuprate dovevano subire loro stesse un processo umiliante, dove venivano interrogate facendole rivivere un'altra volta quei momenti terribili...
quando si diceva che se si portavano i jeans non era possibile essere violentate ma si era di certo consenzienti....
Quando,  dopo tutto quello che avevano passato,  gli si chiedeva se avessero goduto...
quando era una vergogna l'essere sopravissuta e ancor di più lo era se provavi a camminare a testa alta perché  erano altri a doversi vergognare.
Sono davvero rammaricata nel constatare che in questi ultimi 50 anni si sono fatti davvero pochi progressi nel campo delle libertà individuali,  della parità dei diritti tra i generi e del rispetto delle persone.
Quanto   ancora ci vorrà  perché  il cuore e la ragione abbiano il sopravvento sulla bestia che è in noi?

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