Lo zafferano: bello e buono

È una tra le spezie più pregiate al mondo, "preziosa come l'oro", come indica il nome che deriva dalla parola araba "za'-faràn".
Si coltiva nei campi più soleggiati dell'Abruzzo, della Sardegna e dei paesi del bacino Mediterraneo, ma cresce anche sul terrazzo, in vaso o in cassetta.
Servirà del terriccio universale  misto a qualche manciata di sabbia e dei piccoli bulbi  (quelli del croco da zafferano) che fioriscono in autunno.
  La parte pregiata e e commestibile sono i tre stigmi rosso-arancione che spiccano al centro del fiore, in vistoso contrasto con  il colore lilla- porpora della corolla.
Si può iniziare a raccoglierli da metà novembre, al mattino presto , prma che il fiore si apra.
Dopo aver reciso i boccioli, si aprono i petali e si staccano gli stigmi con una fobicina.
Poi si adgiano su un foglio di carta oleata e si fanno essiccare per qualche ora sul termosifone (oppure nel forno a 30°C, non ventilato).
Infine, con l'aiuto di una pinzetta, si mettono in un vasetto a chiusura ermetica.
Lo zafferano, al pari altre spezie e delle erbe aromatiche, è ricco di oli essenziali, che , oltre a dare un sapore particolare ai risotti e alle zuppe di pesce, stimola l'appetito e favorisce la digestione di piatti ricchi di grassi.  Per uso esterno, dei pistilli è possibile sfruttare anche le proprietà lenitive e disinfiammanti: si mischia un pizzico di zafferano con un cucchiaio di miele per preparare un rimedio casalingo da massaggiare sulle gengive irritate.
 

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