Londra: Manifestazione pro burkini contro il divieto del governo francese

Protesta a Londra contro il divieto imposto in Francia nei confronti del burkini, il costume da bagno indossato da alcune donne musulmane.
Alcune decine di persone si sono radunate oggi di fronte alla sede dell'ambasciata francese in Gran Bretagna, improvvisando una sorta di spiaggia urbana, con un po' di sabbia sul marciapiede.  Diverse le donne presenti, fra secchielli, palette e cartelli di riprovazione contro l'iniziativa del governo di Parigi: alcune indossavano proprio il burkini, altre costumi da bagno e pareo di uso comune.
Molti gli slogan e gli sfottò.  La decisione francese lascia largamente perplessa l'opinione pubblica britannica e in Francia la polemica si è rinfocolata dopo le prime multe.
Oggi è in visita a Parigi il sindaco laburista di Londra, Sadiq Khan, musulmano del tutto laico, che, parlando al fianco della collega parigina Anne Hidalgo, ha liquidato il divieto di burkini come un'imposizione e un errore.  Sul tema il governo transalpino si divide e c'è chi sembra arrampicarsi sugli specchi.
"L'applicazione della laicità e la possibilità di emanare tali decreti non deve portare a stigmatizzazioni o a divisioni tra francesi", ha detto il ministro dell'Interno Bernard Cazeneuve.
Il primo ministro Manuel Valls ha invece dichiarato: "In questo momento bisogna lottare con estrema determinazione contro l'islamismo radicale, contro i simboli che mirano a occupare gli spazi pubblici, dato che si tratta di un'ideologia.
In discussione non c'è solo la laicità dello Stato, è una battaglia culturale e politica".  Najat Vallaud-Belkacem, ministra dell'Istruzione, è di parere opposto: "Da parte mia, ritengo che la proliferazione dei decreti contro il burkini non sia gradita.
Penso che ponga un problema sulla questione delle libertà individuali".
In cerca di visibilità per consolidare la sua nuova candidatura all'Eliseo, sul tema ha detto la sua anche Nicolas Sarkozy che, durante un'intervista televisiva, ha definito il burkini una provocazione "al servizio di un Islam politico e radicalizzato". 

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