Lorenzo Renzi, Se questo è un uomo

Rom, nella lingua indoeuropea degli zingari, vuol dire “uomo”.
Ricordate le parole di Primo Levi? “Se questo è un uomo"? Lorenzo Renzi Professore di Filologia romanza e lingue neolatine all’Università di Padova, già presidente dell’Associazione Italia-Romania Non sappiamo ancora quale forma prenderà il progetto del governo di cacciare gli zingari, i rom, romeni dall’Italia.
E siccome i rom nuovi arrivati, dei cui crimini si è tanto parlato negli ultimi mesi in Italia, vengono dalla Romania, il progetto prevede anche di limitare la presenza dei Romeni in Italia, di filtrarli alle frontiere, tanto più che anche i romeni non rom hanno commesso numerosi crimini e reati.
Si infrangerebbe però così una norma europea, perché la Romania è entrata nell’Unione Europea il 1.o gennaio 2007.
Questo ingresso ha fatto dei Romeni dei cittadini europei, e anche i rom sono diventati cittadini europei visto che in Romania erano cittadini romeni.
Mentre, sia detto tra parentesi, da noi in Italia, paese civile, gli zingari sono in gran parte apolidi, ai quali noi neghiamo la cittadinanza italiana e non riconosciamo i nostri stessi diritti.
Zingari, abbiamo detto.
Cioè rom.
Giornali e politici si sono imposti da tempo un tabu linguistico che vieta di chiamare gli zingari con questo nome.
I giornali non scrivono mai zingari, ma nomadi, rom, perfino slavi.
Lo stesso fanno i programmi televisivi.
Adesso si dice e si scrive soprattutto romeni, intendendo anche i rom.
Non sarà inutile precisare che rom e romeni non sono la stessa cosa.
I rom stanno ai romeni come i nostri zingari (rom anche loro, o shinti) stanno agli Italiani.
Gli zingari, i rom e gli altri gruppi che portano altri nomi, sono arrivati in Europa dall’India nel Medioevo.
In Italia erano già presenti nel XV secolo.
Erano calderai ambulanti, più tardi sono diventati commercianti di cavalli.
Nell’Europa orientale sono musicisti.
Suonano nei matrimoni e nelle altre feste.
Alcuni sono diventati grandi interpreti.
Ma la gran parte di loro non si è mai assimilata, e nemmeno integrata, né in Italia, né negli altri paesi europei né negli altri continenti dove il loro nomadismo li ha portati: Nord Africa, America.
Una parte degli zingari si sono sedentarizzati, ma la gran parte è rimasta nomade.
A primavera le loro roulottes riprendono il loro cammino, secondo itinerari noti.
Una volta erano carovane tirate da cavalli, ma i percorsi erano gli stessi.
Cervantes (nella sua splendida Gitanilla) e García Lorca in Spagna, Victor Hugo in Francia, Ion [...]

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