Low cost o di lusso per l'albero di Natale la crisi non c'è. Per voi è meglio vero o di plastica?

Sarà che siamo tutti cresciuti con i film Disney dove l'avaro Zio Paperone, alla fine, si faceva convincere dai nipotini a comprarne uno alto fino al soffitto.
E con le canzoni come "o albero bell'albero" che era d'obbligo nel programma delle recite scolastiche.
C'è chi non fa il presepe, chi non decora la porta d'ingresso di casa, chi evita le lucine alle finestre, ma il caro, vecchio albero di Natale è una certezza.
Nonché la sede più adatta a disporre i doni.
Se sulla presenza dell'albero in casa non ci sono dubbi, il dilemma contemporaneo oggi è un altro: lo compro vero o finto? Sul tema si scontrano soprattutto gli ecologisti: per alcuni definire "ecologico" un albero di Pvc fatto a decine di migliaia di chilometri da noi e biodegradabile in circa 200 anni è una specie di falso ideologico; per altri tagliare abeti (ma in molti casi se ne vendono a pochi euro di piccoli in vaso, anche da riconsegnare a feste finite) che potrebbero crescere e catturare anidride carbonica è ancor più dannoso per l'ambiente.
Vero o finto? Questo è il problema Se la querelle passa al settore produttivo, da una parte abbiamo la Coldiretti, che perora la causa dell'albero vivo e dei suoi coltivatori, dall'altra l'Assogiocattoli, che comprende circa 250 aziende del settore articoli natalizi.
Coldiretti, infatti, stima che il mercato degli alberi veri raggiungerà entro la fine dell'anno i 140 milioni di euro, per circa 6 milioni di esemplari venduti.
E adduce anche varie argomentazioni ecologiste a favore dell'albero vero: gli abeti vengono coltivati in appositi vivai (circa 880 ettari si trovano solo in Toscana, secondo la stima della Forestale) e quindi l'effetto devastazione amazzonica è scongiurato.
Inoltre, gli alberi artificiali sono fatti di leghe plastiche come il Pvc e il Pet che richiedono un grande dispendio di energia per essere prodotti.
Per Coldiretti, infine, la produzione di un albero finto emette circa 23 kg di anidride carbonica, mentre un albero vero, durante i suoi 5-6 anni di crescita, ne assorbe altrettanta.
Insomma, gli alberi di plastica inquinerebbero come sei milioni di chilometri percorsi in auto.
Lo stesso Corpo Forestale, poi, ha pubblicato un vademecum per recuperare l'albero vero dopo le feste, mentre Ikea da sei anni vende alberi che possono essere riconsegnati in cambio di un buono acquisto.  Da dove vengono gli alberi artificiali A sostenere la causa degli alberi artificiali, invece, è l'Assogiocattoli.
«Siamo quasi stupiti degli ottimi dati di vendita, con un +10% rispetto allo scorso [...]

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