Lucca: il suo no-global è stato un sasso nello stagno: ora ci provano in Lombardia

Nuovi Kebab o altri ristoranti etnici nel centro storico? No grazie.
A Lucca - come abbiamo già riportato -  la giunta comunale ha approvato a maggioranza un regolamento comunale che vieta l'apertura di nuovi esercizi e ristoranti di cucina etnica e non italiana.
Un giro di vite su locali, bar e ristoranti che difficilmente passerà inosservato.
Una polemica simile si era già scatenata qualche mese fa a Bergamo dove Forza Italia e Lega Nord avevano avanzato qualche dubbio sulla regolarità dei venditori di kebab e che giusto oggi rientra nel vivo con la presentazione in Regione della proposta di legge del consigliere regionale Carlo Saffioti per per la regolamentazione dei kebab come di tutti gli altri esercizi artigianali. Una nuova legge che normerebbe nei minimi dettagli attività finora non vincolate da disposizioni severe come quelle applicate ai ristoranti.
«Bisogna uniformare gli orari tra kebab ed esercizi pubblici - spiega Saffioti - questo è il perno su cui si fonda il progetto di legge.
Ma non solo, l'obiettivo è definire norme igeniche e sanzioni precise».
L'iter, che parte ufficialmente con la presentazione della legge, dovrebbe proseguire spedito e non si esclude che entro febbraio o marzo, il regolamento entri in vigore in tutta la regione.
Se in Lombardia la legge deve ancora essere approvata, in Toscana da tempo hanno messo una pietra sopra l'aggettivo "etnico".
A Lucca, come detto, è stato approvato un regolamento che «non ammette l'attivazione di esercizi di somministrazione, la cui attività sia riconducibile a etnie diverse».
I divieti non riguardano solo kebab, verranno cancellati anche pizza al taglio, Mc Donald's, fast food, sexy shop.
E se a qualche ristoratore venisse in mente di proporre un menu esotico, è caldamente invitato a inserire nella carta «almeno un piatto tipico lucchese, preparato esclusivamente con prodotti comunemente riconosciuti tipici della provincia».
«Mi sembra una norma chiara, applicabile anche in Lombardia - continua Saffioti - bisogna tutelare le nostre città, affinché non diventino mercati all'aperto tipo Rimini».
Il regolamento toscano è molto simile a quello proposto da tempo da un altro consigliere regionale lombardo, il leghista Daniele Belotti.
«Io l'ho copiato da loro perché sono molto bravi - spiega.
Al di là delle ideologie, la domanda è sempre la stessa.
Si vuole tutelare il tessuto storico urbanistico e commerciale della città antica oppure si vuole che possa aprire qualsiasi tipo di attività anche in piazze prestigiose delle [...]

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