Lucia da Caltagirone, Beata

Informazioni pervenutaci non sono sicure e probabilmente parecchi aneddoti sono stati colorati dalla leggenda.
I testi in cui è menzionata sono tutti stampati nel Settecento; uno dei più autorevoli sono gli “Annales Minorum”, del celebre annalista irlandese Luca Wadding, frate recolletto (1588-1657), che produsse il maggior sforzo descrittivo, dell’erudizione storico-minoritica di tutti i tempi.
Lucia nacque nella seconda metà del XIV secolo a Caltagirone, la bella città in provincia di Catania, pittorescamente situata su tre colli e perciò detta “regina dei monti”; nota soprattutto per la rinomata ceramica e maiolica.
Secondo la ‘Vita’, nell’infanzia dopo una paurosa caduta, fu confortata dalla visione di s.
Nicola da Bari, alla cui particolare devozione, i pii genitori l’avevano educata.
A tredici anni lasciò Caltagirone, per seguire una pia terziaria francescana di Salerno; dopo un certo periodo, rimase sola per la morte della sua guida, quindi Lucia entrò in un convento salernitano, retto dalla Regola Francescana.
E nella stupenda città, posta nell’omonimo golfo ed allora sede di una famosa e prestigiosa Scuola Medica, ella visse il resto della sua vita; il convento francescano che l’accolse, con molta probabilità, fu quello di San Francesco, presso la chiesa di S.
Nicola, eretto nel 1238 e soppresso nel 1809 a seguito delle leggi napoleoniche.
Fra le Terziarie Francescane Regolari, Lucia si distinse per la fedele pratica dei suoi doveri, in particolare per l’amore alla penitenza, alla quale si era votata sia per espiare i peccati, sia soprattutto per la devozione alle Cinque Piaghe di Cristo.
Per un certo tempo esercitò l’ufficio di maestra delle novizie e la fama delle sue virtù si diffuse in tutta la città; molti ricorrevano a lei per preghiere e consiglio, anticipando di qualche secolo le celebri figure di altre Terziarie Francescane, come s.
Maria Francesca delle Cinque Piaghe (Anna Maria Gallo, 1715-1791) e la venerabile Maria Crocifissa delle Cinque Piaghe (D’Ambrosio, 1782-1826) che a Napoli furono come lei, punto di riferimento spirituale per generazioni di fedeli e bisognosi.
Lucia morì a Salerno nell’anno 1400, la data esatta non ci è pervenuta; e dopo la sua morte le furono attribuiti parecchi miracoli.
Successivamente, per alterne e sconosciute vicende, il suo corpo fu traslato nel monastero benedettino di Santa Maria Maddalena sempre in Salerno, anch’esso non più esistente.
Il suo culto fu approvato da papa Callisto III (1455-1458) e confermato da papa Leone X [...]

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