M.O., 007 tedeschi in azione per liberare Gilad Shalit

Berlino, 19 ago (Velino) - Il servizio segreto tedesco Bundesnachrichtendienst (Bnd) sarebbe di nuovo in azione in Medio Oriente per concludere uno scambio di prigionieri che punta alla liberazione del 23enne caporale israeliano Gilad Schalit, catturato il 25 giugno 2006 nel corso di un raid condotto all’alba da un commando palestinese nei pressi di Kerem Shalom, nel sud di Israele vicino al confine con Gaza, e da allora nelle mani di Hamas.
Lo riferisce oggi la Süddeutsche Zeitung in un servizio di prima pagina sulla visita a Washington del presidente egiziano Hosni Mubarak.
Il quotidiano cita un’intervista del leader egiziano con la stazione televisiva statunitense Public Broadcasting Service, in cui Mubarak rivela che “un intervento dall’esterno ha fatto fallire uno scambio di prigionieri che era già stato concordato”.
Nell’intervista, Mubarak ha elogiato il “ruolo decisivo” svolto dalla Germania per lo sbocco positivo della trattativa.
Il presidente egiziano non ha specificato di chi sia stata la responsabilità “dell’intervento dall’esterno”, ma ha affermato che l’Egitto “era in procinto” di portare Schalit al Cairo, da dove egli doveva proseguire per Israele in cambio del rilascio di palestinesi detenuti in carceri israeliani.
Mubarak ha aggiunto che il suo paese collabora intensamente con la Germania per ottenere “una fine del dramma degli ostaggi”.
A Berlino, il ministero degli Esteri e il Bnd non hanno voluto commentare le dichiarazioni del presidente Mubarak.
Fa notare la Süddeutsche Zeitung nello stesso articolo: “Persone competenti di servizi segreti tra cui Jossi Melman, esperto del giornale Haaretz, ritengono senz’altro possibile che il Bnd sia implicato attivamente nel caso di Gilad Schalit come avvenne per lo scambio di prigionieri nell’estate del 2008”.
In quella circostanza, con la mediazione dell’agente tedesco Gerhard Conrad protagonista di un “negoziato pendolare” durato 18 mesi, si ottenne la consegna delle salme di due militari israeliani in cambio dei resti di 200 miliziani di Hizbollah e della liberazione del terrorista Samir Kuntar.
“Ormai si tratta solo di chiarire se Israele sia disposto ad accettare la richiesta di Hamas di liberare 450 palestinesi, tra cui alcuni colpevoli di sanguinosi attentati, e se costoro possano fare ritorno nei territori palestinesi oppure debbano essere deportati all’estero”, è l’opinione di Jossi Melman.
“Se è così, allora non vi sono più molti ostacoli per un accordo - commenta la Süddeutsche Zeitung - [...]

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