MACCHIAVELLI: VITA

In questo post parleremo della vita di Niccolò Macchiavelli.Niccolò Machiavelli nasce il 3 maggio 1469 ed è il secondogenito del giureconsulto Bernardo.
La sua antica e nobile famiglia, originaria di Montespertoli, è ormai in condizioni di ristrettezza economica.La sua formazione culturale è quasi certamente classica: fino a qual punto egli conosca il greco ed il latino non c’è dato però sapere.
Unica cosa certa è la sua gran familiarità con alcuni scrittori latini, Livio in particolare ed inoltre con i padri delle nostre lettere: Dante Petrarca e Boccaccio. Durante la repubblica di Savonarola egli non è tra gli estimatori del frate.
Nel 1498 è nominato dal comune segretario dei Dieci di Libertà e Pace (corrispondente pressappoco agli odierni ministeri degli esteri e della difesa).Da tale momento in poi resta al servizio della repubblica fiorentina e dai numerosi incarichi a lui affidati (soprattutto nelle relazioni con altri stati) ottiene quell’esperienza delle “cose presenti” che, congiunta a quella delle cose antiche, è all’origine delle sue opere più importanti.Firenze era impegnata da tempo in una lunga guerra con Pisa, e aveva a suo servizio truppe mercenarie francesi: è così che il Machiavelli, alla luce dei disordini creati da tali soldatesche, si convince della loro inutilità.Nel 1502 è in missione presso Cesare Borgia, figlio di Papa Alessandro VI Borgia: gli atti di governo di questo abile uomo politico, soprattutto la soppressione dei suoi nemici nell’eccidio di Senigallia, suscitano la sua ammirazione; egli ne trae il convincimento della necessità di fermezza d’azione per governare lo Stato. Al 1503 risale il “Discorso sopra la provvisione del danaio” che avrebbe dovuto trattare esclusivamente questioni finanziarie, ma che finisce per riaffermare la necessità di milizie nazionali, “unica vera provvisione dello Stato”.Divenuto cancelliere dei Nove della Milizia ottiene di attuare una politica cittadina, per cui va in giro per il territorio della repubblica arruolando ed addestrando soldati, ma evidentemente non in maniera adeguata o sufficiente, tanto è vero che le nuove truppe fanno ben presto cattiva prova nel 1509 quando, caduta Pisa, devastano il contado. Tra il 1500 ed il 1511 ottiene l’incarico di diverse legazioni 1 diplomatiche, presso Luigi XII in Francia, presso Giulio II della Rovere a Roma, presso l’Imperatore Massimiliano.
Non gli viene però mai concessa l’autorità di ambasciatore: deve osservare e riferire; quanto lodevolmente egli abbia [...]

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