MALAUGURATE OPERAZIONI

Valutare, caso per caso, la situazione dei risparmiatori, che hanno acquistato obbligazioni subordinate dalle quattro banche (nel frattempo, salvate…), è una procedura già usata, in passato, in Europa, e per Bruxelles sembra essere l’unica strada percorribile anche questa volta.
In sostanza, l’arbitrato, di cui tanto si sente parlare, da un paio di giorni a questa parte, dovrebbe stabilire se gli investitori siano stati indotti dagli stessi istituti bancari a sottoscrivere per prodotti finanziari definibili come “inappropriati”.
Gente, quindi, che potrebbe esser stata truffata perché non adeguatamente e completamente informata del rischio riguardante quei prodotti.
E’ già accaduto in Spagna, ma anche, in misura minore, in Slovenia e Danimarca.
Personalmente, la vedo assai dura… Non sarà per niente facile dimostrare, in sede processuale, che si era all’oscuro dei pericoli legati a questo tipo di obbligazioni.
Se, da un lato, i famigerati “prospetti informativi” sono prolissi e, in buona parte, incomprensibili per il profano, dall’altro, comunque, sussiste la firma da parte dell’investitore ad inchiodarlo a certe clausole, per quanto “clausole-capestro”.
Ed, ammesso che la vicenda legale si concludesse positivamente per i ricorrenti in giudizio, “chi” li risarcirebbe? E “come”? Ma, trattandosi di Italia, la domanda ancor più scottante che mi viene da pormi è… “quando”? In pratica, sarebbero le banche stesse a dover risarcire, con i loro soldi, se continuano ad operare sul mercato, o con fondi di liquidazione, nel caso siano state liquidate.
Comunque, esse venderanno molto cara la pelle… I tempi della giustizia nostrana, poi, non sono dalla parte di chi ha fretta di ottenere il riconoscimento di un diritto… Se penso che i presunti truffati sono, in maggioranza, pensionati o padri e madri di famiglia ultra-cinquantenni…, ho tanta paura che saranno i loro eredi a veder (eventalmente) rifuso l’esborso per quelle malaugurate operazioni.
 

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