MANICO DI KRISS (pugnale)

Anonimo Prima metà del XX° sec.
Realizzato in osso Dal Segreto di Bali : “A questo punto entrano in scena i seguaci del Barong e combattono la nuova Rangda: attaccano il male si direbbe, ma non é così.
In realtà stanno provando a sè stessi la capacità di combattere, senza essere preda dell’odio, questo é quanto mai arduo di fronte alla nuova terribile manifestazione di negatività nata dalla trasformazione di Kalika e dunque si evidenzia in ogni singola rappresentazione l’esito mutevole di tale prova.
I danzatori subiranno a questo punto l’incantesimo della terribile strega, rischieranno di suicidarsi con i propri kriss, ma saranno protetti miracolosamente dal Barong che indurrà in loro lo stato di trance rituale.
Il pemangku del tempio li benedirà alla fine con l’acqua santa per rendere sacro questo vero e proprio rituale di iniziazione”.
  Stessa iconografia utilizzata da: Anonimo Fine del XIX° sec.
Realizzato in legno Pacific Asia Museum - Pasadena I manici dei kriss sono una particolarità dell’Indonesia antica.
In una dimensione ridotta scultori anonimi riuscivano a far rivivere gran parte della mitologia e dell’immaginario collettivo costruendo personaggi incredibili che verosimilmente avevano la funzione di rendere invincibile il guerriero proprietario dell’arma.
Personaggi di corte, demoni, protettori, eroi della mitologia, animali ed esseri fantastici, popolano questo mondo che stava rinchiuso entro il palmo di una mano.
Sia l’oggetto della nostra collezione, sia l’opera appartenente al Museo californiano fanno riferimento alla medesima misteriosa iconografia.
Ci piace immaginare che si tratti di un qualche buffone o nano che frequentava le antiche corti Majaphait.
 

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