MANODORI - UNICREDIT

Federazione di Reggio Emilia MANODORI - UNICREDIT Gent.mo Direttore con molto piacere vedo che sulla stampa locale si è riaperto il dibattito sulla Fondazione Manodori e sulla necessità di differenziare il suo patrimonio, cioè sulla necessità di vendere in parte la partecipazione in Unicredit che rappresenta, voglio ricordarlo più del 70% del valore del patrimonio complessivo; penso che la necessità sia ancora più impellente dopo l’accordo di Basilea 3; questo accordo, raggiunto a livello internazionale, prevede che vengano rafforzati i “ratios”, gli indici, patrimoniali delle banche: in altre parole per essere sicuri di poter restituire i soldi dei loro depositanti, prestati alle imprese ed ai privati, questo accordo prevede che le banche dovranno aumentare il loro patrimonio; più vorranno aumentare i prestiti più dovranno aumentare il loro patrimonio; il che vuol dire che o rinunceranno a distribuire dividendi, cioè l’utile prodotto, o dovranno chiedere soldi ai soci; la posizione della Fondazione Manodori diverrà allora critica: perché dovrà e/o rinunciare ai dividendi, che servono per avere la liquidità per le elargizioni e/o subire un aumento di capitale che diluirà sempre più la propria partecipazione, considerato che sottoscriverlo vorrebbe dire “Dissanguarsi” solo a difesa di una posizione di potere, e considerato altresì che i soci “Nuovi”, leggi Libia, non avrebbero certo difficoltà a sottoscriverlo; in conclusione prima si “Alleggerisce” la posizione Unicredit, cioè prima si vende parte di questa partecipazione, prima il patrimonio della Fondazione Manodori è al sicuro.
Con cordialità, Armando Anceschi Segretario provinciale PSI di Reggio Emilia 17.09.2010.

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