MARAE E GRANCHI...

Una delle caratteristiche che accomuna tutte le isole della Società sono i "Marae" (pronunciato "marè"): si tratta di semplici piattaforme di sassi, tipicamente di pianta rettangolare e spesso con un sopralzo da un lato, che possono essere da una decina fino a 20-30 metri di lato.
Si trovano dovunque, spesso vicino alla riva ma non sempre.
Cosa erano? Tipicamente, luoghi di ritrovo (i potenti stavano sul sopralzo, ed il popolino stava sulla spianata), sono poi col tempo diventati luoghi di cerimonie religiose (inclusi sacrifici umani, a volte - sempre uomini, non erano mica scemi e le donne le tenevano ben vive!).
Esisteva tutta una gerarchia di Marae, e quello di Raiatea, l'isola sacra (secondo la leggenda, la prima isola a sorgere dal mare) è decisamente particolare: si tratta di una vasta spianata sul mare, che da queste parti non si trovano facilmente, con tre grandi piattaforme di pietra a qualche decina di metri l'una dall'altra, tra le palme.
E' facilissimo immaginarsi le grandi adunanze, con le tribù provenienti dalle varie isole che arrivavano con le grandi canoe e si installavano sulla spianata per partecipare ai festeggiamenti intanto che i capi discutevano di alleanze e di guerre.
Il terreno tutto intorno, a decine di metri dal mare, è crivellato di buchi: talpe? No, GRANCHI!! Tanti, enormi, fanno le loro tane nella sabbia anche a molte decine di metri dall'acqua (un paio mi hanno addirittura attraversato la strada davanti all'auto!).
Oh, per inciso, prendere le pietre dei Marae porta una sfortuna pazzesca: perfino Baby non ha voluto correre rischi!

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