MARATONA DI ROMA

GENA NEL NOME DI BIKILA MA NON E’UNA COSA SERIA Siraj Gena nel nome di Abebe Bikila, ma non è una cosa seria.
Nella maratona di Roma, con la cifra record di oltre 15 mila fondisti al via, ha trionfato l’etiope Siraj Gena in 2 ore 8 minuti e 39 secondi, festeggiando così, a 50 anni di distanza, lo storico successo nei giochi olimpici del 1960 del suo connazionale Abebe Bikila.
Anche Gena, come il grande Bikila, ha superato il traguardo a piedi scalzi, ma il buon Siraj, onde incassare i 5000 euro messi in palio dagli organizzatori, le scarpe se le è tolte soltanto a 300 metri dal traguardo, quando oramai non correva più alcun rischio di potere essere ripreso dal keniota Benson Barus 2° classificato con 2.09.00.
con cui era rimasto al comando della gara dopo il 32esimo chilometro.  Risultati contrastanti per i due azzurri in gara: dieci e lode al bravo Migidio Bourifa classe 1969! colpevolmente ignorato dalle telecamere al momento dell’arrivo e soprattutto da quando si era staccato dal suo gruppetto Daniele Meucci, buon settimo in 2.12.34, un risultato che potrebbe anche candidarlo ad un posto in squadra per gli europei di Barcellona (26 luglio-1 agosto).
Sufficienza scarsa invece per l’atteso Daniele Meucci che ha concluso in 2.13.49, soffrendo parecchio sul finale, probabilmente per un eccessivo carico di responsabilità e per la difficoltà tecnica, legata alla sua meccanica di corsa, di trasformarsi da pistaiolo in maratoneta e non certo per il fatto che, essendo all’esordio, per lui l’importante era quello di arrivare comunque al traguardo.
Tesi davvero qualunquistica visto che stiamo parlando del più promettente mezzofondista prolungato dell’atletica azzurra e non di un  amatore qualsiasi.
Che forse ha affrontato la maratona di Roma con fin troppa cautela.
Visto che il suo motore muscolare è molto brillante e quindi consuma molto tanto valeva cercare di correre sin dall’inizio su ritmi più veloci, altrimenti non ne valeva la pena, perché in ogni caso anche andando più piano il suo consumo metabolico rimane molto elevato.
Insomma il gioco non vale la candela.
Caso Meucci a parte  di amenità in serie ne abbiamo sentite parecchie durante il corso di una telecronaca di Roma in cui hanno preso la parola un numero incalcolabile fra politici, organizzatori, ex atleti, dirigenti sportivi, scienzati e giornalisti, non permettendo ai telespettatori di gustarsi appieno lo svolgimento della gara che invece è stata di alta qualità tecnica.
Il massimo è stato quando lo scienziato di turno ha cercato di [...]

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