MARGARET THATCHER, LA DONNA CHE HA SALVATO L'AUTOMOBILISMO INGLESE

  Un proverbio dice 'donne e motori, gioie e dolori', ma se ancora oggi possiamo ammirare alcuni marchi automobilistici inglesi, il merito è della donna politica che ha spaccato l'opinione pubblica in sostenitori e detrattori come nessun'altra: Margaret Thatcher.
Prima ministra inglese dal 1979 al 1990 e vincitrice di 3 elezioni politiche consecutive (1979, 1983 e 1987), la Thatcher è l'eroina della nostra storia che ancora oggi ci ricorda i nefasti effetti dello statalismo economico.
Margaret entra in scena nel '79, ma la nostra storia comincia 20 anni prima.
Negli anni '60 il mondo libero viveva il suo primo grande periodo di benessere, quello che in Italia chiamiamo 'boom economico'.
L'Inghilterra stava perdendo le sue colonie e accoglieva immigrati da quelle terre, ma dettava legge nella moda (le minigonne di Mary Quant), nella musica (Beatles e Rolling Stones per fare qualche nome) e nelle auto con la Jaguar E, nota in Italia come l'auto di Diabolik, e la Mini Minor.
La Mini Minor era nata dalla fantasia del progettista anglo-greco Alec Issigonis nel 1959 ed era stata un gran successo per la casa costruttrice Morris.
Questa faceva parte della British Motor Corporation (BMC) dal 1952 insieme alla Austin, altro storico marchio inglese.
Malgrado il successo mondiale della Mini, BMC aveva problemi economici e il vertice del gruppo decise la fusione con la già citata Jaguar.
I 2 principali simboli dell'automobilismo inglese e della nazione fanno così società e nasce la Pressed Steel Company (PSC).
Nel 1960 un'altra casa automobilistica inglese era già in difficoltà, la Standard-Triumph.
I guai economici permisero alla connazionale Leyland di comprarla e sopprimere il marchio Standard a favore di un rilancio della Triumph attraverso nuovi modelli come la Stag.
Il settore automotive inglese nel 1967 ha quindi il gruppo PSC (formato da Austin, Morris, MG e Jaguar) e il gruppo Leyland (formato dall'omonima Leyland, Triumph e Rover), oltre a una piccola e agguerrita branca sportiva.
Brabham e BRM erano attive solo in F1, mentre la Lotus del geniale Colin Chapman produceva anche sportive stradali come la Elise e la Elane.
Qualche anno dopo si aggiunsero altri nomi al settore come March (poi sparita), Tyrrell (diventata l'attuale Mercedes F1 Team dopo vari cambi di proprietà) e le tuttora attive Williams e McLaren.
Per farla breve, il mercato automobilistico inglese era così composto: 2 grandi gruppi, tanti piccoli costruttori sportivi e 3 case in una posizione indipendente a sé stante: Rolls Royce, Aston Martin e [...]

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