MARIAPIA VELADIANO, IL NUOVO ROMANZO: UN SERRATO CORPO A CORPO CON DIO

Personaggi straziati nella psiche, la morte (o almeno la sua paura) che aleggia dalla prima all'ultima pagina, serrati confronti sulla fede e sul suo potere salvifico: per potersi concedere un libro come "Il tempo è un dio breve", con cui la scrittrice vicentina Mariapia Veladiano torna oggi in libreria (Ed.
Einaudi, € 17), ci vuole molto coraggio, anche se certo aiuta avere alle spalle il successo straordinario del primo romanzo, "La vita accanto": 75mila copie vendute, vincitore del Premio Calvino e secondo allo Strega, tradotto in inglese, francese, spagnolo e coreano, i diritti cinematografici acquisiti da Marco Bellocchio...LO SCONTRO TRA LA FEDE ED IL MALEIl nuovo libro è un racconto potente ed emozionante, ma costituito da pagine intrise di dolore, permeate in profondità dal male nel suo confronto inesausto con la vita, scritte con un linguaggio che a volte sembra inciso nel marmo: ci sono frasi che si stagliano nette, quasi autosufficienti, destinate ad incagliarsi nell’anima ("i bambini che nascono uccidono i genitori", "lo amavo di un amore pieno di pianto", "ma le gioie dovrebbero essere la condizione normale della vita", "il mondo è piú grande del mio dolore").PERCHE' DIO NON SALVA DAL MALE GLI INNOCENTI?Sono 230 pagine di feroce corpo a corpo fra la protagonista - che porta l’impegnativo nome di Ildegarda (santa tedesca e dottore della Chiesa dell’XI secolo), teologa come l’autrice - e il suo Dio, messo costantemente sotto accusa perché permette il male anche sugli innocenti: in questo caso il piccolo figlio della donna, Tommaso, soggetto a una grave malattia e brutalmente abbandonato da un padre anafettivo, a sua volta non amato, che l’ha sempre rifiutato per paura del dolore che il bimbo avrebbe di certo incontrato nel corso della sua esistenza.
Questo atteggiamento nichilista dell’uomo nei confronti della vita finisce per infettare anche la psiche della protagonista, e "il male oscuro" riuscirà a far vacillare la sua fede e la sua stessa ragione di fronte a una domanda che prima o poi si pone ogni cristiano “adulto”: se Dio è buono e onnipotente, perché ha creato un mondo pieno di dolore, in cui le prime vittime del male sono proprio le creature innocenti? A salvare Ildegarda sarà l'incontro con un’altra solitudine, un pastore luterano su cui la vita si è accanita ancor più duramente, ma che miracolosamente è ancora aperto alle sfide dell’amore e della vita: ma sarà, per i protagonisti, solo una breve tregua di inquieta felicità.TENSIONE NARRATIVA COME IN UN THRILLER [...]

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