MASSAIE E COCCODRILLI-2

Il lavoro è entrato anche in un’altra interessante discussione: la valutazione dei beni.
I pensatori del Settecento distinguevano il valore d’uso di una merce dal suo valore di scambio.
Il valore d’uso dello zucchero consiste nel fatto che preferiamo un tè zuccherato a un tè amaro.
Il prezzo di un chilo di zucchero può variare nel tempo, ma il nostro piacere del tè zuccherato (cioè il nostro valore d’uso) rimane invariato.
Ma se, per il singolo, il valore d’uso è pressoché costante, il valore di scambio di ogni merce varia col tempo e con le circostanze (variazione dei prezzi).
Se un chilo di zucchero vale tre chili di grano, diremo che il valore di scambio fra le due derrate ha il rapporto uno-tre.
Poi, se lo zucchero diviene scarso, il suo valore di scambio aumenta (e ci vorrà più grano per averlo), e viceversa se diviene abbondante.
Il valore di scambio di una merce è misurato con i termini del baratto, o col denaro, che quella merce costa.
Alla ricerca di un elemento obiettivo per...

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