MEDITERRANEO IN FIAMME: I GIOVANI RIBELLI ABBANDONANO L’OCCIDENTE CHE TRADISCE I SUOI STESSI IDEALI

Tutto il bacino del Mediterraneo è in fiamme, le oligarchie tanto apprezzate dai governi occidentali vacillano sotto la spinta delle masse dei giovani e dei derelitti.
Nessuno degli osservatori l’aveva previsto, e nessuno ora riesce a fare previsioni sul suo esito: il timore è però che a beneficiare di questa mobilitazione possano essere le formazioni islamiche radicali.
Non so se si possono paragonare le diverse situazioni, ma la cosa che più mi ha impressionato nel mio recente viaggio in Turchia è stato scoprire che a incarnare la modernità è proprio il partito islamico di Erdogan, mentre il “vecchio” che i giovani aborriscono è il blocco fra i vecchi partiti laici, la burocrazia statale, il grande capitalismo economico-industriale, l’esercito, tutti saldamente filo-europei e filo-americani… Lì le ragazze si mettono il velo in polemica con i genitori laici e di sinistra, che si vestono all’occidentale e bevono whisky; e a ribellarsi non sono solo le masse diseredate delle campagne, ma anche il nuovo ceto degli artigiani e dei piccoli imprenditori, insofferenti della cappa che fino ad ora ha ingabbiato il paese (posso dirlo? Mi sembrano un po’… leghisti).
Bisognerebbe che l’Occidente comprendesse che – a forza di compromessi che ne hanno snaturato i valori - per non perdere dei fedeli alleati, spesso corrotti e illiberali, nel mondo islamico rischia di perdere definitivamente la battaglia culturale nelle giovani generazioni, quelle che lottano per conquistarsi il futuro.
E a proposito di amicizie imbarazzanti...
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