MITA MEDICI LA REGINA DELLO ZOO DI VETRO. Il debutto a Bari

E' andata in scena al Teatro Bravò di Bari in prima nazionale la commedia Zoo di vetro di Tennessee Williams con Mita Medici nel ruolo principale e per la regia di Manuel Giliberti.
Amanda Wingfield (Mita Medici) è una donna  distinta che in gioventù ebbe molti corteggiatori a differenza della figlia, Laura, timida e modesta e che, ventiquattrenne, è immersa in una sorta di eterna adolescenza.
Il contrasto tra le due donne si fa evidente quando la madre scopre che la ragazza ha disertato le lezioni scolastiche di dattilografia e stenografia scegliendo di chiudersi in casa.
Durante le ore di scuola, Laura passeggiava ovunque    visitando vari luoghi, a zonzo per Saint Louis.
Amanda nonostante ciò tende ad  avere un ruolo attivo, cercando di contrastare inoltre  la deriva di Tom, magazziniere, altro fallito che è solito rinchiudersi nella gabbia illusoria del cinematografo.
Siamo negli anni Trenta; la famiglia non ha superato il trauma dell'abbandono di Mr Wingfield, il capofamiglia.
Mita Medici si muove in scena con padronanza di sé in un ruolo che le si adatta in maniera perfetta, Ella riesce con la giusta ironia e  con deliziosi tocchi di leziosità e leggerezza a stemperare l'atmosfera drammatica dell'opera originale ,supportando la giovane Lucrezia Rossetti nel ruolo di Laura e Michele Stella nei panni di Tom.
La Rossetti appare molto immersa nella parte, mentre Stella ha qualche difficoltà, soprattutto con la dizione, pur mostrandosi volenteroso.
Sono efficaci i costumi di Rosa Lorusso, che calzano perfettamente addosso a Mita Medici.
Tra essi, un curioso kimono rosso.
Amanda-Mita Medici è l'epitome della donna giunta al viale del tramonto secondo il sentire dell'epoca (la commedia è del '44) ma che in realtà graffia ancora ,al fine di tentare di rattoppare un insieme imperfetto, composto da un nucleo familiare la cui deriva, causata dall'assenza del capofamiglia, ma soprattutto dalla scarsa comunicativa della sua prole (la ragazza enfatizza il fatto di essere claudicante , isolandosi nella collezione di statuine di vetro a forma di animali, mentre il figlio vive anch'egli in un mondo  a sé) porta i tre personaggi in situazioni senza apparente vie di uscita , perché persiste  nelle loro vite un inutile ripiegamento in sé stessi.
L'eccezione è Amanda, appunto.
La vediamo splendida e agile quando torna a casa, con gli occhiali da sole, dopo un colloquio deludente con gli insegnanti di Laura.
All'inizio dell'anno scolastico la ragazza, sconfitta dalla timidezza, vomitò vicino a compagni e [...]

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