MORBO DI CHAGAS, 18 MLN DI MALATI NEL MONDO

Circa 18 milioni di persone al mondo sono affette dal morbo di Chagas e altre 100 milioni sono a rischio di contrarre l'infezione.
Al Policlinico Umberto I di Roma mercoledi' mattina si fara' il punto su quella che, secondo le stime della Banca Mondiale, rappresenta il settimo posto tra le patologie piu' importanti in termini di impatto socio-economico in America latina.
L'incontro multidisciplinare promosso dalla professoressa Gabriella Cancrini, responsabile dell'Unita' Organizzativa Dipartimentale del Dipartimento di Scienze di Sanita' Pubblica dell'Umberto I, vuole essere occasione di aggiornamento e confronto su questo tema che ci vede impegnati ad affrontare le nuove problematiche sanitarie connesse con questa patologia emergente.
Sono in pochi a sapere cosa sia la Malattia di Chagas, o tripanosomosi americana: e' una delle tante malattie legate alla poverta' malattia e per l'alto valore endemico costantemente monitorata dall'Organizzazione Mondiale della Sanita'.
E' trasmessa all'uomo da un grosso insetto ematofago che vive nelle crepe dei muri delle capanne di fango e come le cimici punge di notte, ma a differenza di queste ti punge su zone scoperte, prevalentemente sul viso.
Se l'insetto e' parassitato, durante l'assunzione di sangue rilascia, con le feci, il protozoo che infettera' il nuovo ospite penetrando attivamente attraverso le lesioni cutanee e/o le mucose (dell'uomo e di moltissimi altri animali domestici e selvatici che possono rappresentare "serbatoi" del parassita).
Ancora oggi questo rappresenta la principale via di infezione nelle aree rurali e nelle periferie povere delle citta', ma il contagio puo' avvenire anche in aree urbane: da madre a figlio per via transplacentare (5.000 - 18.000 casi per anno), attraverso trasfusioni di sangue non controllato, trapianti di organi parassitati ed incidenti di laboratorio e di reparto.
La malattia di Chagas resta, per decine di anni, "invisibile", ma poi si manifesta come miocardite con esito, spesso, fatale (oltre 20.000 morti l'anno).
Secondo le stime dell'Organizzazione Mondiale della Sanita', negli ultimi 20 anni, una serie di iniziative a carattere multinazionale (controllo del vettore e lo screening sierologico dei donatori di sangue) hanno determinato una netta riduzione dell'incidenza e prevalenza della malattia nei paesi endemici, ma i vasti fenomeni di migrazione verso le aree industrializzate e i mutamenti socio-economici, hanno determinato uno spostamento della parassitosi verso le citta' e verso aree non endemiche, creando il cosiddetto fenomeno di [...]

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