MOTOGP GERMANIA

"meglio pochi ma buoni".
Con queste parole Loris Reggiani, spalla tecnica di Guido Meda ha chiarito la sua posizione sul possibile avvento delle "moto1" di 1000cc con motori derivati dalla serie.
Una posizione controcorrente rispetto all' opinione federativa (la proposta arriva dal presidente FIM Ippololito) che vuole "riempire" la griglia della motogp anche a costo di snaturarne il concetto prototipale.
Dopo la dipartita del team Hernando che ha tolto la sella della ducati a Gibernau sono rimasti in 17 piloti a dare spettacolo, un numero esiguo che in previsione della prossima chiusura del team Hayate per il 2010 dopo il ritiro totale della Kawasaki è destinato a scendere.
Il problema sta nei costi così alti da non permettere l' ingresso a team privati che anche trovassero i sponsor per coprire il budget necessario troverebbero il "no" secco delle case a produrre altre moto.
Una situazione che sembra senza soluzione immediata.
La federazione propone la creazione della moto 1 una sorta di campionato di serie B (parole sempre usate da Reggiani).
Manager come Gresini suggeriscono l' uso di una sola moto per gara, ma i piloti si oppongono.
E giustamente.
Durante le prove bagnate di oggi abbiamo assistito a numerosi incidenti decisamente cruenti per le moto.
Quante di queste saranno utilizzabili per domani? Con una singola moto per pilota, paradossalmente c'è il rischio di vederne meno il giorno di gara.
Risparmiare sulle gomme va a discapito della sicurezza dei piloti come si è visto a Laguna Seca dove con la gomma "bimescola" non avremmo assistito alle due brutte cadute di Lorenzo e Stoner.
Cadute che hanno messo a rischio la loro partecipazione alla gara.
Problema che avrebbe comportato lo schiaramento di sole 15 moto dato l' assenza per infortunio di Mika Kallio.
Sempre da Fausto Gresimi la proposta di abolire i freni al carbonio.
Proposte che non incidono sui costi effettivi delle moto (il cui leasing è anno dopo anno sempre più costoso) ma che tolgono interesse tecnico a quella che dovrebbe essere la massima espressione del motorismo agonistico a due ruote.
La sensazione è che il motociclismo interessi sempre meno agli sponsor che non hanno  un ritorno economico adeguato agli investimenti e usino la crisi come "scusa" per uscire "giustificati" dalla scena.
Il ritiro della kawasaki ne è forse l' esempio più lampante.
Il programma motogp ha un costo per la verdona di circa 20 milioni di dollari.
Una cifra alta ma non impossibile per la Kawasaki Heavy industries che in patria costruisce treni, piattaforme [...]

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