MOU DURO "BALOTELLI? NON E' UN CAMPIONE"

L'associazione giornalisti portoghesi ha premiato Josè Mourinho come allenatore portoghese dell’anno.
Il perché del premio lo spiega il presidente associazione, il dottor Florencio: «Ha vinto lo scudetto, non perde una gara dal febbraio 2002 e per questo è il tecnico dell’anno».
L'allenatore nerazzurro: «Da 5 anni non lavoro nel mio paese, ma capisco il significato di Mourinho per il mio paese.
Grazie per questo premio e mi piace che in Portogallo non si dimentichino di me.
Se potessi cambiare un premio individuale con un riconoscimento per la squadra lo farei.
Voglio vincere un trofeo anche quest’anno».
BALOTELLI - «Il miglior psicologo sportivo sono io, sono più bravo di quelli con cui ho parlato.
Loro hanno conoscenza teoria, io pratica.
Lavoro nel calcio da una vita e i migliori psicologi sportivi sono gli allenatori.
Come gestire Balotelli? Lavorare, giocare, è un giocatore come gli altri».
Preoccupato perché in macchina va a 240 km/h? «Io mi preoccupo per lui.
All’inizio della mia carriera ho perso un giocatore incredibile che aveva 20 anni (il russo Cherbachov) perché gli piaceva scherzare con le macchine.
Non mi dimentico delle cose che mi segnano in questo modo».
Sui fratelli Balotelli: «Mi piace che Mario sia innamorato della sua famiglia però io sono allenatore dell’Inter.
Uno che fa carità e beneficenza lo fa con il cuore, non lo fa per pubblicità e quando uno di noi partecipa a una cosa non capisco perché la famiglia deve portare la stampa dietro.
Se il giocatiore ci va e perde 2-3-4 ore fa una cosa fantastica per le persone, non capisco perché si deve portare dietro la stampa e fare un’intervista.
Non capisco perché se l’Inter ha una struttura organizzata a livello di stampa, l’esempio è Materazzi che è andato in un carcere, non capisco perché una cosa bella finisce così».
Era milanista da giovane? «Non è un dramma se lui è nato milanista.
Inzaghi è nato interista e ha fatto 300 gol con il Milan».
Balotelli e Santon rappresentano, però, il futuro dell'Inter: «Il club ha una struttura e Santon e Balotelli rappresentano il futuro.
Però ora non hanno le qualità mentali per diventare campioni».

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