Ma � radical chic dire che gli elettori possono credere alle frottole?

 Ho sempre trovato ridicolo quanto benintenzionato il politically correct, e ho sempre detestato l'approccio del "antropologicamente differente" con cui, anche da noi negli anni di Berlusconi, da sinistra venivano bollati gli elettori del centro destra (vezzo che comunque già si trovava nelle intemerate di Sant'Enrico Berlinguer sul tema dell'onestà).
Ora però mi sembra che, in epoca di populismi trionfanti, stia prendendo piede il vezzo opposto: quello per cui per non sembrare radical chic occorre santificare il voto popolare comunque.
Ovvio che il voto decide, ci mancherebbe altro...
Ma che occorra dargli alibi e giustificazioni qualunque sia la scelta che fa non mi pare obbligatorio.
Partirei da una constatazione di base: un'opinione può essere una minchiata, magari anche dannosa, pure se viene dal popolo ed è suffragata del voto elettorale.
Il che non deve vietare a chi la condivide di sostenerla.
Ma non deve neppure vietare a chi se ne rende conto di dire che è una minchiata; se...

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