Mafia, Maroni e Alfano celebrano i "successi senza precedenti" del governo

Dal maggio 2008 ad oggi sono stati arrestati 6.483 mafiosi e 26 dei 30 latitanti più pericolosi.
In media sono stati catturati otto mafiosi al giorno e un superlatitante al mese".
Così i ministri Maroni e Alfano, a Palermo in occasione del comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza pubblica di Ferragosto, hanno presentato i risultati della lotta alla mafia del governo e annunciat la sconfitta di Cosa Nostra entro i prossimi tre anni.
Ecco cos'altro ha ottenuto il governo Berlusconi in tema di sicurezza: "Sono stati inoltre sottratti alle cosche 32.799 beni per un valore di quasi 15 miliardi di euro (tra sequestrati e confiscati).
Ammonta a 2,2 miliardi di euro la consistenza del Fondo unico giustizia alimentato dai depositi bancari e postali sequestrati alla criminalità organizzata.
Dal primo agosto 2009 al 31 luglio di quest'anno sono sbarcate in Italia 3.499 persone, con un calo dell'88% rispetto alle 29 mila del periodo 1 agosto 2008-31 luglio 2009.
Dall'inizio del 2010 sono stati rimpatriati nei paesi di origine 9 mila immigrati clandestini".
Questa -  hanno detto Maroni e Alfano - "è l'antimafia dei fatti, la linea di condotta nella lotta alla criminalità del governo Berlusconi".
Si sono però trovati in netta difficoltà, quando hanno dovuto dare spiegazioni all'altra, contradditoria "linea di condotta" del governo in tema di mafia: la delegittimazione della magistratua con i continui attacchi del premier, il taglio dei fondi alle forze dell'ordine per 1673 milioni di euro, il rifiuto della scorta al pentito Spatuzza, il ddl intercettazioni che spunta, anziché rafforzare, le armi normative contro la criminalità organizzata, il titolo di "eroe" conferito a Mangano, cittadino condannato per mafia, ex stalliere di Arcore, la convivenza del governo con Verdini, coordinatore del Pdl accusato da Bankitalia di conflitto di interesse e di violazione delle leggi antiriciclaggio.
Maroni ha risposto tagliando corto: "Queste sono le chiacchiere dell'antimafia". Alfano ha esibito l'elenco delle persone ristrette al 41 bis con l'accusa di essere mandanti esecutori materiali e complici di omicidi e reati gravi di mafia.
Il Guardasigilli ha poi invitato a giudicare le leggi anticriminalità pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale, aggiungendo che il ddl intercettazioni, tanto discusso, si trova ancora nella fase delle proposte parlamentari.
Nessuno dei due, però, ha fornito spiegazioni sull'ultimo attacco della mafia al cuore della questura di Palermo: la minaccia alla moglie di un ispettore di punta della Squadra [...]

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