Mai sottovalutare il Sapone Bucaneve

Fare ricerche nel campo della storia della farmacia non è così semplice di quanto si possa pensare, e non solo nel recupero di informazioni perse ormai da decenni: spesso e volentieri si può venire in contatto con sostanze chimiche ritirate dal mercato a causa della loro pericolosità, dal momento che non tutti i flaconi e le scatole sono ermeticamente chiusi e ben protetti.
Nella mia collezione c’è un pezzo particolare, il Sapone Bucaneve, che nonostante il nome innocuo è uno dei prodotti per la pelle più terrificanti del Novecento.
Era a base di amido ed esaclorofene, una molecola ottenuta dalla condensazione in ambiente acido di formaldeide e 2,4,5-triclorofenolo, quel 2,4,5-triclorofenolo che da origine alla diossina.
Volete sapere il lato peggiore della faccenda? Dentro c’è ancora il sapone, che nonostante sia incellofanato emana un odore pungente e pestilenziale di formaldeide, tanto che è conservato chiuso in un sacchetto, a sua volta contenuto in una scatola ermetica: solo così è possibile fermarlo.
Che questo farmaco anni Cinquanta abbia ancora qualche colpo in canna è particolarmente facile dirlo, poiché normalmente i saponi tendono a deteriorarsi in fretta, soprattutto se lasciati all’umido, mentre il sapone Bucaneve è ancora lì candido ed intonso come il giorno che è uscito dalla Ditta Bucaneve sita in Via Sercognani 15 di Milano.
Ecco la foto della scatola: Misura 8,8 cm x 5,9 cm x 3,3 cm.
Risale a metà degli anni Cinquanta del Novecento e stava per essere buttata via, in quanto oltre all’odore pungente ha la caratteristica di irritare la gola se esposti alla sua presenza.
Mai sottovalutare il Sapone Bucaneve: potrebbe essere l’ultima cosa che fate! Grazie per aver letto il post!

Leggi tutto l'articolo