Malattia

Stanotte mi sono svegliata pensando a quello che mi è successo.. Forse nella malattia è più chiaro, è più immediato pensarlo, è più semplice vederlo.Nella malattia e nella vita si è soli, soli con se stessi nel bene e nel male. Soli nel senso che solo tu, puoi, devi, fai, per te stesso, di te stesso.
Solo nel senso che sei solo tu a decidere della tua vita, e solo tu puoi scegliere come starci, dove e quando ma di per sé sei indipendente dal resto del mondo.In quei momenti c'è la ricerca dell'altro da te, come un richiamo affettivo, con un desiderio di "attenzione" che risponde alla paura del non potercela fare e alla fragilità di non sapere cosa fare in una situazione improvvisa e nuova.
Sono rimasta ad ascoltare me stessa e a provare ad agire da sola per 6/7 ore, nulla di che s'intende, poi è subentrata la paura di non sapere, di non riuscire a comandare il mio corpo, di non avere nessuna tregua e di non comprendere cosa stesse succedendo in quegli 8 cm2 interni alla mia pancia,...

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