Maldini: «Il segreto di Del Piero è il lavoro»

// MILANO, 11 dicembre - Chissà quante volte ha già incontrato la Juventus.
E chissà se ogni volta c'è la stessa tensione.
Paolo Maldini, in ventiquattro anni trascorsi con il Milan, ha giocato contro i bianconeri quando in palio c'erano scudetti, Champions League e trofei vari.
Domenica sera non si gioca per un titolo, ma...
per non perdere terreno dall'Inter capolista.
A modo suo, è comunque una sfida che decreterà chi può aspirare al ruolo di anti-Inter: «Sono già le candidate a inseguirla.
È una partita importantissima.
Noi siamo una squadra atipica, meno fisica e più tecnica.
Questo per molti può essere un limite ma è diventata una nostra caratteristica positiva».  DEL PIERO? UN TRASCINATORE - Se Maldini sarà in campo troverà di fronte a sè Alex Del Piero, simbolo della Juventus.
«Se giocherò sarò contentissimo di affrontarlo perchè è un ragazzo bravissimo, che merita e che ha doti non comuni.
Ho avuto l'occasione di vedere con quanta cura si allena anche in vacanza e nel periodo estivo: è questo il segreto, unito alla grande passione, per durare a lungo in questo sport.
E poi lui è un trascinatore insieme a Buffon: sono stati due perni per la squadra dopo la caduta in serie B.
Sono rimasti, hanno creduto nel progetto e si stanno prendendo grandi soddisfazioni».
GATTUSO, ASSENZA PESANTE - «La sua assenza sarà lunga e si farà sentire.
Per noi è importante per come sta in campo, per come stimola i compagni.
E poi in questo periodo stava giocando benissimo».
KAKÀ E RONALDINHO - Per finire, Maldini parla anche dello sfogo di Kakà e dell'ambientamento di Ronaldinho al calcio italiano: «Ci sta che dopo una sconfitta vengano fuori delle considerazioni di carattere tattico.
Da quando è al Milan ha cambiato spesso posizione in campo: all'inizio era stato presentato come un centrocampista di fascia poi ha dato il meglio di sè come seconda punta.
Non credo che le sue dichiarazioni siano state così gravi.
Per quanto riguarda Ronaldinho ha portato sicuramente un elevato tasso tecnico.
Poi è stata una vera rivelazione come uomo, si è adeguato ad allenamenti più duri rispetto a quelli a cui era abituato».

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