Manifestazione a Palazzo Madama alla vigilia del voto sul provvedimento. Gli studenti: «Siamo in 10mila»

ROMA - Proseguono le proteste, i cortei e le occupazioni degli studenti in molte città italiane in vista dell'approvazione definitiva del decreto Gelmini (leggi il testo del decreto 137), prevista per mercoledì in Senato.
A Palazzo Madama, intanto, scoppia la bagarre: oggetto del contendere, i tempi della seduta con il presidente, Renato Schifani, fermo nel volere rispettare il calendario che prevede per oggi la conclusione dell'esame di tutti gli emendamenti.
Il Pd cerca di prendere tempo e il senatore Giovanni Legnini protesta perché «non è possibile non consentire di spiegare le ragioni del voto sugli emendamenti a un decreto tanto importante, è un precedente grave».
I senatori dell’Italia dei Valori sventolano due cartelli: «La chiamate istruzione ma create distruzione», «L'istruzione costa? Provate con l'ignoranza».
Schifani invita a "ritirarli".
In aula si registrano anche fischi e grida di disappunto che salgono dai banchi dell'opposizione.
La presidente dei senatori del Pd, Anna Finocchiaro, attacca Schifani: «Lei sta andando avanti con le votazioni come nulla fosse, negando il diritto dell'opposizione ad argomentare il voto degli emndamenti.
Voglio dirglielo in tutta franchezza: è una delusione, e parlo da capogruppo».
A questo punto Schifani sospende la seduta e convoca la conferenza dei capigruppo, che decide di proseguire l'esame del decreto fino alle ore 22.
LE PROTESTE - Sotto la sede del Senato intanto, nonostante il maltempo, sono numerosi gli studenti delle scuole superiori che protestano per dire "no" al decreto che porta la firma del ministro dell'Istruzione.
«Siamo in 10.000» ha fatto sapere già in mattinata l'Unione degli studenti.
Ai giovani delle superiori si sono uniti nel pomeriggio gli universitari di Roma Tre e della Sapienza.
«IL GOVERNO RITIRI IL DECRETO» - Non solo studenti in piazza.
Anche il leader dell'opposizione Walter Veltroni è tornato in queste ore a chiedere al governo di ritirare il decreto Gelmini.
«Sarebbe un atto di arroganza andare avanti» ha detto il segretario dei democratici, nel corso di una conferenza stampa alla Camera dopo la riunione del governo ombra e del coordinamento del Pd.
«È indice di intelligenza - ha aggiunto Veltroni - fermarsi quando un provvedimento crea tanto conflitto sociale».
A due passi da Montecitorio intanto l'incontro tra i parlamentari del Pdl e i giovani del centrodestra.
E Maurizio Gasparri ne approfitta per dire che «al Senato il Pdl voterà come previsto e senza alcuna esitazione» e che «il consenso degli studenti a [...]

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