Manovra, Moscovici: deficit al 2,04%? Non ci siamo ancora

“Non ci siamo ancora”: è implacabile il giudizio del francese Pierre Moscovici sulla proposta italiana di abbassare il deficit per il prossimo anno dal 2,4% al 2,04%.
“È un passo nella giusta direzione – ha detto il commissario europeo agli Affari economici -, ma voglio dire che non ci siamo ancora.
Ci sono ancora passi da fare, forse da entrambe le parti”.
Già ieri Moscovici, in una intervista a Le Parisien, si è mostrato inflessibile nei confronti dell’Italia.
Se da una parte infatti il commissario Ue ha aperto a uno sforamento sul deficit della Francia, per quanto riguarda il caso dell’Italia è stato irremovibile.
Perché Moscovici ha aperto a uno sforamento francese Lo sforamento sul deficit della Francia, dopo anni di disavanzi eccessivi è “indispensabile per rispondere all’emergenza del potere di acquisto” e degli aumenti delle tasse sui carburanti che avrebbero colpito” questa Francia che si alza presto e va al lavoro in macchina”.
Invece lo sforamento dell’Italia è “una situazione totalmente diversa”, secondo quanto sostiene il commissario europeo agli Affari economici.
Nell’intervista Moscovici ha detto di condividere il gesto di venire incontro alle proteste dei gilets jaunes.
“Conosco questa Francia che si alza presto, che bisognava ascoltare con rispetto perché ci sta una emergenza sul potere di acquisto.
Emmanuel Macron ha sentito questa sofferenza.
Queste misure erano indispensabili – ha affermato Moscovici – per rispondere all’emergenza del potere d’acquisto”.
Il riferimento è a un emendamento che lo stesso governo ha inserito all’ultimo minuto al primo voto al Senato sul progetto di Bilancio francese, che realizza la promessa dell’Eliseo di alzare di 100 euro i salari minimi.
Poco prima era stata fatta anche marcia indietro su alcuni aumenti dei carburanti, che avevano fatto da innesco alla rivolta dei gilets jaunes.
Secondo stime di fatto confermate dal governo il tutto comporterà un extra deficit da almeno 10 miliardi di euro, spingendo questa voce nuovamente sopra la soglia critica del 3 per cento del Pil.
La proposta italiana di deficit al 2,04% Ieri il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, al termine di un incontro a Bruxelles con il presidente della commissione Ue Jean-Claude Juncker, ha annunciato che nella negoziazione con l’Ue per il saldo della manovra “dal 2,4% siamo potuti scendere al 2,04%”.
“Abbiamo illustrato la nostra proposta – ha spiegato Conte – che ci consente di dire che non tradiamo la fiducia degli [...]