Maratona di Amsterdam. Di Alberto Passetti

Il giudizio complessivo: bella, bellissima.
Il percorso della "Amsterdam Marathon" è quasi completamente piatto (un po' movimentato nel finale, ma niente di particolare), estremamente panoramico e con buona partecipazione di pubblico.
Sufficienti i rifornimenti, buona l'organizzazione.
Sulla città naturalmente non ho niente da aggiungere rispetto a quello che tutti sanno.
Nel dettaglio, si parte da dentro lo Stadio Olimpico (dalla pista per intenderci), raggiungibile con il tram numero 16 o con il 24 dalla stazione centrale, dove conviene prendere l'albergo.
A poche centinaia di metri dallo Stadio Olimpico si trova anche l'expo (Sporthallen Zuid) per il ritiro del pettorale.
La partenza, alle 10:30, è una delle più ordinate che si possa trovare.
Se avete l'accortezza di arrivare con un po' di anticipo è possibile scegliere la zona di partenza in base al tempo che si ritiene di fare, senza troppe formalità (non ci sono colori o codici nel pettorale che vincolino ad accedere ad una particolare griglia).
Come si usa in Olanda la scelta è lasciata al singolo, e ci si affida al suo senso di responsabilità e correttezza.
È un sistema poco usato dalle nostre parti ma, curiosamente, spesso funziona.
In questo modo è dunque possibile collocarsi nei pressi della linea di partenza, godendo dei primi chilometri senza eccessivi ingorghi nonostante l'uscita dallo stadio non sia molto agevole.
Il percorso è tra i più belli.
A differenza di quasi tutte le maratone, ad esclusione di New York che è un caso particolare, la parte più bella è quella fuori città, lungo il fiume Amster.
Come ve lo immaginate il percorso ideale per correre? Sul bordo di un fiume, su un viale alberato, tra deliziose villette, con i cavalli sullo sfondo? O preferite i parchi naturali immersi nel verde? O i tracciati urbani in mezzo alla gente? Non importa, ad Amsterdam troverete quello che fa per voi.
Giusto un po' di attenzione a dove si mettono i piedi, ci sono le rotaie del tram un po' ovunque.
I rifornimenti sono puntuali e comprendono sali minerali, acqua, banane e spugnaggio.
Niente di più, ma in fondo è quello che serve realmente.
L'arrivo è di nuovo allo stadio olimpico, come a Monaco.
Sono in molti ad avere un debole per i finali in pista anche se in questo caso l'ingresso nello stadio non è di straordinario impatto.
Gli ultimi duecentocinquanta metri comunque non si dimenticano.
Dopo il traguardo comincia qualche nota dolente.
In generale ad Amsterdam a fine ottobre fa freddo.
A volte il tempo è clemente regalando ai podisti una [...]

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